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Monito del pontefice verso un tempo immaturo che toglie ricchezza al valore della paternità e della maternità

In una delle solite udienze del mercoledì Papa Francesco ha posto l’accento sul problema demografico che da anni attanaglia la nostra società; poi però ad un certo punto ha sobillato:” Tante coppie hanno cani e gatti che occupano il posto dei figli. Negare la maternità e la paternità ci toglie umanità”. Un pensiero e delle parole forti, decise, che il Vescovo di Roma ha lanciato al nostro tempo, al nostro modo di essere, alle coppie sempre più lontane da quelli che sono i principi naturali del vivere insieme. Un duro monito del pontefice verso un tempo immaturo, sordo ai richiami del volere cristiano che toglie ricchezza al valore della paternità e della maternità.

 

La civiltà invecchia, contemporaneamente diventa senza umanità. I dati sono preoccupanti: Il numero medio di figli per donna è sceso nel 2020 a 1,24 per il complesso delle residenti, da 1,44 negli anni 2008-2010, anni di massimo relativo della fecondità. Il più basso di sempre. Nel 2021 le nascite in Italia scendono al minimo storico, con 399.400 bambini nati nel corso dell'anno (meno 1.3 per cento sul 2020). Lo riferisce l'Istat nel suo report sugli indicatori demografici, in cui evidenzia segnali di ripresa della natalità nella parte finale dell'anno. Lo stesso Istat dice anche che ci sono segnali di ripresa che provengono dalla nuzialità: nel 2021 si è quasi tornati alla normalità grazie a 179 mila celebrazioni (3 per mille abitanti), quando nel 2020 se ne riscontrarono appena 97 mila (1,6 per mille). Nuovi matrimoni che dovrebbero far ben sperare. Ai minimi storici di nascite segue l’aumento di animali da compagnia e la spesa per i pet: nel solo 2019 le spese per nutrire cani e gatti hanno raggiunto un giro d'affari di 2.078 euro con una crescita del 2,8 per cento rispetto all'anno precedente. Un dato che conferma il trend positivo del pet food che in Italia dal 2016 ha sempre registrato incrementi. I proprietari di animali spendono. secondo le statistiche, in media, ogni anno circa 1.562 euro per un cane, dei quali 341 per spese mediche, mentre per un gatto intorno ai 1.208 euro, dei quali 194 per cure mediche. I cani sono più̀ numerosi nelle case degli italiani che abitano le regioni del Centro Italia (55 per cento); Il gatto è preferito soprattutto al Nord Italia: dichiarano di averne almeno uno il 32,8 per cento degli abitanti del Nord-Ovest e il 32 per cento di quelli del Nord-Est. Da aggiungere ancora un dato ancor più spacchettato, quello elaborato dall’ ONF, Osservatorio Nazionale Federconsumatori: mantenere un cane nel primo anno di vita costa dai 1.707,70 ai 2.497,50 euro annui. Negli anni successivi la spesa diminuisce per un cane di taglia piccola e aumenta a 2.232,20 euro per quelli di taglia medio/grande.

Mantenere un gatto costa leggermente meno. Per dirla in sintesi al crescere del numero di cani per 100 persone tende a decrescere il tasso di natalità. Il problema esiste, va ragionato, approfondito, capito tenendo presente che in alcune ragione dove è alto il tasso di natalità risulta basso il rapporto tra cani e abitanti (Veneto natalità 6,7 per cento 2,9 per cento di cani). Viceversa le regioni che hanno più animali (esempio Puglia tasso di natalità 6,7 numeri di cani per 100 abitanti 14,1. Basilicata tasso di natalità 6,4 numero di cani per 100 abitanti 23,3) sono quelle che hanno un basso indice di natalità. C’è allora qualcosa da chiarire, farlo con estrema verità può essere la via maestra per dare il giusto senso a questo scenario che appare incomprensibile. Si tratta di non voler assumersi responsabilità, perché poco capaci? Si tratta di costi: i figli costano più degli animali? Si tratta di paura per un mancato senso di maturità? Si tratta di egoismo allo stato puro? Si tratta di forme di devianze acquisite in famiglie dove, il Dio denaro prevale su quello del senso di umanità? Si tratta di poca fede, coraggio e cultura minima? Ho la strana sensazione che dietro il pensiero del figlio che costa si nasconda qualcosa ancora più diabolico. I figli sono la vera bellezza di un grande amore. Gli insegnerai a volare, ma non voleranno il tuo volo. Ma in ogni volo, in ogni sogno e in ogni vita rimarrà per sempre l'impronta dell'insegnamento ricevuto.

 

Oreste Roberto Lanza