Scoperto anche uno scarico di acque reflue industriali non autorizzato. Sanzioni per circa 22mila euro

Nell’ambito di una complessa e articolata attività di controllo sul dissesto idrogeologico e sul rispetto delle normative urbanistico e ambientali disposte dal Comando Unità Tutela Forestale Ambientale e Agroalimentare, nei giorni scorsi i Carabinieri Parco hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP del Tribunale di Lagonegro di un impianto di conglomerati bituminosi e di due impianti di betonaggio nel Comune di Chiaromonte (PZ). Al sequestro si è giunti a seguito di una capillare attività, coordinata dalla Procura della Repubblica di Lagonegro, eseguita dai militari appartenenti alle Stazione del Reparto Carabinieri "Parco" Pollino di Francavilla In Sinni, Rotonda, Terranova di Pollino e Mormanno ed effettuata in collaborazione con il Gruppo Carabinieri Forestali di Potenza, il Reparto Parco Val’d’Agri Lagonegrese e la Compagnia Carabinieri di Senise nelle scorse settimane.

A seguito di tale attività di controllo degli impianti situati in contrada Isca di Chiaromonte, zona 2 del Parco Nazionale del Pollino, area questa sottoposta a vincolo paesaggistico, i militari hanno deferito all' Autorita' Giudiziaria competente l’amministratore unico dell’impianto di conglomerati bitumosi e cementizi il quale realizzava e gestiva di fatto una discarica di rifiuti da demolizione e di lavaggio delle betoniere, costituita da cumuli di cemento e ferro provenienti da demolizione, ammassati alla rinfusa e promiscuamente con lastre di cemento consolidato, residui dì lavaggio delle autobetoniere, e scarti legnosi, tutto in totale assenza di autorizzazione; inoltre all’interno dell’area era stato realizzato uno stoccaggio e deposito di tre autocarri dismessi e inidonei alla marcia, come tali fuori uso, omettendo di conferirli ai centri di raccolta.

Le acque di dilavamento del piazzale e le acque di scolo provenienti dagli impianti adiacenti tramite un percorso di condotte sversavano direttamente nel corpo ricettore del fiume Sinni, senza avere alcuna autorizzazione ambientale. I militari nell’area hanno inoltre rinvenuto ulteriori rifiuti posti all’interno di contenitori tra i quali materiale bituminoso allo stato liquido, che dagli stessi fuoriusciva, sversandosi direttamente sul terreno. Si è pertanto proceduto oltre al deferimento dell’amministratore anche al sequestro degli impianti di betonaggio e di conglomerato bituminoso, dell'area di circa 8000 metri quadri circostanti gli impianti, dei 4500 metri cubi di rifiuti di demolizione rinvenuti, della condotta dello scarico delle acque e di tutti i rifiuti di varie tipologie rinvenuti all’interno dello stesso. Sono state elevate inoltre sanzioni amministrative per un importo totale di circa 22.000 euro sempre in materia di rifiuti.