Le coste lucane, fra le più monitorate d'Italia, presentano punti di controllo ogni 600 metri circa

“La qualità della balneazione delle acque costiere lucane, con particolare riferimento agli ambiti prossimi agli sbocchi naturali e artificiali che caratterizzano particolarmente il sistema costiero Jonico, sono sicure e le acque eccellenti”. A sostenerlo è uno studio della Farbas, la Fondazione Ambiente Ricerca Basilicata, ente senza scopo di lucro per la ricerca e studio degli aspetti ambientali economici giuridici e fiscali, presentato nella citta materana di Rotondella in un appuntamento dedicato alla qualità delle acque lucane. Lo studio promosso dalla fondazione Farbas, in collaborazione con l’Arpab, l’Agenzia regionale per la Protezione dell’Ambiente sotto il coordinamento del dipartimento Ambiente ed Energia della regione Basilicata, è stato realizzato utilizzando due parametri ai fini della valutazione della qualità della balneazione: valori enterococchi e quelli dell’escherichia coli. Parametri che dai dati forniti appaiono al di sotto dei limiti imposti da legge e previsti mediamente del 50 per cento.

Nella giornata internazionale del mar Mediterraneo, lo studio mette in luce uno standard di eccellenza confermato anche per il 2021 delle acque di balneazione lucane che annualmente sono monitorate dal 1 aprile al 30 settembre dall’ Arpab. La costa lucana, fra le più monitorate d'Italia, presenta punti di controllo ogni 600 metri circa. Sulla costa tirrenica sono 19 i punti di prelievo mentre sulla fascia jonica 41 e dove monitoraggio della qualità delle acque di balneazione, secondo quanto previsto dalla normativa vigente, è svolto su 60 punti georeferenziati, identificati con un codice univoco a livello europeo ed approvati dal Ministero italiano e dall'Unione Europea. I dati rassicuranti provengono anche dal progetto Comuninsieme che nel corso degli ultimi anni è stato un concreto supporto per le amministrazioni costiere per le candidature e l’acquisizione di ben 5 bandiere blu.

 

Un risultato positivo legato anche all’educazione ambientale con il programma “operazione spiaggia sicura”. Infatti anche per quest’anno in tutti i lidi regionali lucani sarà presente il “pesce mangia plastica”, un contenitore di circa tre metri di lunghezza, alto due, che raccoglierà i rifiuti in plastica conferiti dai bagnanti. “Tutto questo per confermare la qualità delle nostre acque lucane – ha sottolineato Michele Greco - presidente del comitato scientifico Farbas – che restano di grande eccellenza”. Sulla stessa frequenza Antonio Tisci, direttore generale di Arpab: "Sono dati che gratificano il nostro territorio, anche in termini di ricettività perché contraddistinguono un turismo di qualità ambientale quale è quello lucano ricco di parchi nazionali regionali e aree protette, oltre a Siti di interesse comunitario e zone a protezione speciale che si estendono fino in mare come l'istituenda Area marina protetta di Maratea". Vale la pena ricordare, da ultimi studi fatti, la Basilicata vanta la presenza di animali alloctoni sia in mare che nelle acque superficiali: in particolare sono stati individuati il granchio americano e il gambero rosso della Louisiana la cui riproduzione è intensificata per l'aumento delle temperature medie delle acque e dell'aria nell'ultimo decennio.

 

Oreste Roberto Lanza