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Nei lavori è stato rifatto anche il cortile dell’antico maniero. Raccontare la vita culturale e programmare eventi civili

Ora è possibile celebrare anche il proprio matrimonio nel castello medievale di Moliterno. Al termine di un iter burocratico e di una operazione di restyling che ha rifatto il look al cortile dell’antico maniero della cittadina della Val d’Agri, l’amministrazione comunale del sindaco Antonio Rubino realizza un proprio obiettivo per la comunità stessa: “il castello di Moliterno rinnova la sua immagine abbellito con una ricostruzione storica di testi e immagini che raccontano la vita di questo luogo da oggi sede per eventi e, in attuazione di una Delibera di Giunta con autorizzazione Prefettizia, sede per la celebrazione dei matrimoni”.

 

Un castello simbolo di tutta la comunità ma anche dei territori circostanti: “c’è ancora tanto lavoro da fare per valorizzare il nostro castello, questo è un primo passo”. Un primo passo per fare molto di più: “abbiamo candidato un progetto a un bando PNRR per il miglioramento della fruibilità di questo importante bene culturale che è anche monumento nazionale. Intanto, con piccoli accorgimenti estetici e una serie di interventi programmati per i prossimi mesi, abbiamo deciso di valorizzare il castello come sede di eventi”. Un’opera molto visitata da tanti turisti e non solo anche per il fatto di poter salire in cima alla torre di avvistamento di questo spettacolare monumento, godendo di una vista mozzafiato su tutta la Valle dell’Agri, che domina le vie di comunicazioni tra Basilicata e Campania.

 

Un castello che merita una nuova attenzione come sottolineato anche dall’assessore al turismo Giovanni Risi: “con un minimo investimento, interrompendo un’attesa inoperosa, abbiamo deciso questo primo abbellimento che apre alla possibilità della celebrazione dei matrimoni e agli eventi, ora continueremo con piccoli passi che renderanno sempre migliore l’esperienza di visita al castello, in attesa di completare un progetto più ambizioso che renderà il castello sede di grandi eventi e fruibile nella sua interezza. Serve tanto lavoro, non ci sottrarremo”. Un intervento e un impegno proprio per rispondere a quell’adagio che diceva: “il paese doveva continuare a essere un corpo che sudava vita”.

Oreste Roberto Lanza