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Pluto

 

Accade a Fardella, ma i cittadini non ci stanno e pubblicano una pagina Fb per chiedere giustizia

Non si placa lo sdegno che ha colpito Fardella, piccolo centro del Serrapotamo, a causa della barbarie che si è scatenata, da parte di un cittadino del luogo, contro un cane. Nei giorni scorsi un 73enne ha legato al posteriore del suo furgone un povero segugio da una zampa e lo ha trascinato in giro per il paese, provocandogli immani sofferenze e numerose ferite fino a sfinirlo. Fermato da alcuni passanti che hanno assistito alla scena cruenta il cane è stato soccorso e portato dal veterinario, ma le ferite riportate erano talmente tante e talmente gravi che l’animale non ha retto ed è morto.


Lo hanno chiamato Pluto, aveva 10 anni ed era un povero segugio denutrito che era entrato nella proprietà dell’uomo, che poi è diventato il suo carnefice, evidentemente in cerca di cibo. L’uomo aveva avvisato il canile comunale che aveva inviato un addetto per recuperare il cane, ma il proprietario non ha ritenuto di aspettare e ha dato vita al suo gesto brutale e inspiegabile. Tale era la rabbia, evidentemente, che ha tentato di aggredire anche uno dei passati intervenuti a placare la sua ira animalesca.
Così ora il povero Pluto non c’è più ma a Fardella rimane l’orrore per un gesto atroce, tanto che i cittadini chiedono giustizia per l’efferatezza contro un animale inerme.
“Chiediamo che questa storia sia portata alla luce, così come è stato per altri cani uccisi in maniera così orrenda” fanno sapere alcuni cittadini che non hanno mandato giù la cosa e che hanno persino pubblicato una pagina Fb che si chiama significativamente “Giustizia per Pluto”.
“Pluto è due volte vittima –scrivono questi cittadini- prima della caccia (è stato sicuramente abbandonato perché non più “funzionale”), e poi della miseria umana. Chi come me conosce i segugi, sa quanto questi siano docili, timidi, remissivi. Pluto è stato vittima di una cattiveria gratuita e inaudita, stava solo cercando aiuto, ha trovato una morte orrenda.
Le modalità fanno pensare che il gesto sia stato fatto volutamente per mostrarlo alle persone e come monito al Comune di Fardella.
Sappiamo che, un po’ per l’età del soggetto, un po’ perché in Italia le leggi che puniscono i reati di crudeltà verso gli animali sono molto blande, questo individuo non farà un giorno di carcere, ma mi auguro che qualche associazione animalista decida di costituirsi Parte Civile al processo, ed a tal proposito siamo già in contatto con gli uffici legali di OIPA Italia e Lega Nazionale per la Difesa del Cane, che hanno deciso di aiutarci.”
La speranza è che questa vicenda possa sensibilizzare sulla violenza e sugli abusi a danno dei cani e di tutti gli animali e che possa contribuire a creare una cultura di rispetto e verso ogni creatura.

 

Francesco Addolorato


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