La proposta arriva dall’imprenditore agricolo Giuseppe Corrado

In occasione del prossimo provvedimento economico di sostegno alle imprese per contrastare l’impatto del Covid-19, vorrei suggerire per l’agricoltura, di integrare le misure finora varate con disposizioni in passato utilizzato per affrontare l’effetto provocato dalle calamità naturali (la pandemia è assimilabile ad una calamità). Queste leggi sono state varate negli ultimi 40 anni ed oggi non sono più in vigore, ma a suo tempo furono efficaci. Ricordo leggi che hanno fatto storia come la 590/81, la 185/92, la 178/02. Di seguito ne descrivo in sintesi il contenuto. Queste leggi hanno permesso un respiro economico a suo tempo a molte aziende ed erano basate su pochi ma efficaci capisaldi:
1) la proroga della scadenza dei prestiti agrari di 24 mesi e poi rateazioni in 5 anni;
2) il prestito di soccorso fino all’ 80% del danno subito con abbuono del 40%. In pratica si è restituito il 60% sempre in 5 anni, con contributo a fondo perduto di circa 3 milioni di vecchie lire;
3) Abbattimento fino al 50% oneri INPS, OTD-OTI-CD;
4) Abbattimento fino al 90% dei canoni del consorzio di bonifica fisso ed irriguo per un biennio.


Ecco queste disposizioni storiche poi abolite in favore della legge 102/04 nota come il fondo di solidarietà nazionale, con il sistema delle assicurazioni agricole, bisognerebbe ripristinarle ed integrarle nel prossimo decreto per il sostegno al settore primario. Sarebbe opportuno adeguare il finanziamento già in essere dagli attuali 30 mila euro a 100 mila euro con garanzia Ismea al 100% e restituzione in 20 anni a tasso Zero. Così come sarebbe utile una misura di abbattimento delle cartelle esattoriale dei consorzi di bonifica, sia di quelle sospese che di prossima notifica.

Ora di tutto ciò che ho menzionato non trovo traccia nelle piattaforme rivendicative delle Sindacali agricole. Sono spiacente di tale mancanza. Vedo richieste a spezzatino che mancano di una visione organica per risolvere la gestione economica delle aziende agricole, le quali di per sé sono attanagliate da crisi di mercato strutturali. Alcune associazioni sindacali hanno pensato di fare i broker assicurativi verso gli agricoltori soci, incamerando la provvigione, ma le assicurazioni sono controparte. In questo modo si fa il loro gioco e non già l’interesse dell’agricoltore. Ritengo che questa sia la ragione per la quale si assicura circa il 10% degli agricoltori che hanno fascicolo Agea.

 

Giuseppe Corrado
Imprenditore agricolo di Nova Siri (MT)