Il depuratore che è situato in via del Basento diventa un monumento

A Potenza un depuratore diventa monumento storico. È stato firmato il decreto che riconosce il depuratore, situato in via del Basento che ha servito la città potentina fino a trent’anni fa, bene di interesse storico. Il depuratore è stato progettato dal professore Girolamo Ippolito, coevo del tedesco Karl Imhoff (1876 1965), capostipite nel trattamento delle “acque luride” con il quale ebbe continue e proficue collaborazioni, tra il 1933e il 1935 realizzando quello che a Potenza era stato realizzato solo come un prototipo. Un’opera realizzata dall’impresa ingegnere Capuano con una direzione dei lavori curata del Regio Genio civile di Potenza. L’impianto entrò in funzione il 21 ottobre 1935, inaugurato il 28 ottobre 1935.Un’opera, la prima nel suo genere in Italia e probabilmente in Europa, che sfruttava la forza di gravità, che dai fanghi di depurazione, produceva il metano per il suo funzionamento e per l’illuminazione della zona e che, poi, restituiva acqua perfettamente pura per le coltivazioni circostanti. “Un impianto che è famoso in tutta Italia- precisa Donato Forlenza –ultimo dei direttori del depuratore di potenza- con una peculiarità importante: anziché aver bisogno di energia, per il funzionamento, produceva energia”. Tecnologia che nell’attualità rappresenta un modello rivoluzionario. Un impianto che è ritornato ai fasti dell’attualità ad opera di due ingegneri lucani, Raffaele Cafarelli e Marco Carta che hanno permesso di riportare all’attenzione del mondo politico quello che è una pregevole esempio di architettura del ventennio. Al momento però resta da risolvere due aspetti fondamentali legati all’assetto dell’area: la pulizia dell’area e quella più rilevante, della proprietà del suolo dove sorge il fabbricato. Infatti alcuni anni fa il Consorzio di Sviluppo Industriale di Potenza, cedette la proprietà dell’area ad un privato, pare, per realizzare un centro commerciale senza fare una preventiva e obbligatoria verifica di storicità dell’immobile. Ora l’attuale proprietario, si dice, parrebbe d’accordo a valorizzare il bene ma ne rivendica le somme pagate. Un problema che potrebbe bloccare la fruizione del monumento.

 

Oreste Roberto Lanza