Scattone: “da diversi anni i cinghiali imperversano nel nostro territorio e sono pericolosi per i cittadini”

Il sindaco di Acerenza autorizza, dal 17 marzo e fino al 30 giugno prossimo, l’abbattimento di cinghiali presenti nel territorio comunale. L’ordinanza è il numero 7 con cui il primo cittadino acheruntino, nei giorni di sabato e domenica, ha autorizzato l’abbattimento dei cinghiali nelle varie frazioni: Finocchiaro; Fiumarella; TorreVosa; Incoronatella; Vallone della Pila; Bosco Manche; Bosco San Giuliano; Collenero Invaso di Acerenza; Masseria Ficco; Pian del Cerro; Prascianeta Difesa; Ripallanza Vallone San Marco Alvanello. Troppi danni prodotti, sia a cose che a fondi agricoli, il proliferare eccessivo degli stessi cinghiali che può comportare il diffondersi di specifiche malattie infettive, diffusione legata alla loro proliferazione non controllata, con sempre più frequente avvicinamento degli animali ai luoghi abitati o alle attività economiche e artigianali, hanno indotto ad emanare un proprio provvedimento amministrativo con l’obiettivo specifico per limitare al massimo ulteriori conseguenze alla salute e alla sicurezza del proprio territorio.

Il provvedimento sindacale indica che nelle giornate del sabato e domenica sarà presente sul territorio una squadra di massimo 15 unità ben selezionati tra il personale della polizia municipale cacciatori residenti ad Acerenza che saranno preventivamente comunicati, almeno 48 ore prima, alle Forze di polizia locali ed al Comando Stazione Carabinieri Forestali di Pietragalla. Una volta abbattuti gli stessi possono essere destinati alla vendita presso centri di lavorazione autorizzati, ceduti a titolo gratuito o rimanere nella disponibilità degli operatori a titolo di rimborso spese per l’organizzazione dell’intervento con i dovuti controlli sanitari.

L'ultima indicazione fatta quanti cinghiali sono stati individuati sul territorio. Abbiamo in numero preciso? “Assolutamente è difficile stimare il numero dei cinghiali presenti- sottolinea Fernando Scattone – sindaco di Acerenza, raggiunto telefonicamente dalla redazione - sul territorio; una cosa è certa, sono sempre di più e sempre più vicini al centro abitato. Da diversi anni i cinghiali imperversano e mettono a ferro e fuoco le nostre campagne dell'alto Bradano, diventando sempre più pericolosi per i cittadini e sempre più nocivi alle coltivazioni oltre che sempre più pericolosi sulle strade. In sintesi sono sempre più numerosi e sempre più invasivi. Questa situazione si è addirittura aggravata, seppur non esistono dai certi, nel 2020 con un trend assolutamente in crescita, anche perché il lockdown della primavera scorsa ha dato una maggiore tranquillità e libertà di circolazione ai selvatici che non sono stati disturbati dalla presenza di mezzi e persone sul territorio”. 

Perché è stato privilegiato l'abbattimento e non altre forme come gabbie sul territorio? “Altre forme di abbattimento – aggiunge Fernando Scattone -non hanno dato risultati sperati, siamo in emergenza, anche il prefetto ha dato la possibilità ai sindaci la possibilità di attuare strumenti che possano contenere l'eccessiva popolazione degli stessi, in Basilicata le ultime stime parlano di circa 200 esemplari, circa 1 ogni 2,5 abitanti”.

 

Oreste Roberto Lanza