Un laboratorio di quaranta ore rivolto a dodici ragazzi diversamente abili

È terminato con un incontro comunitario e il racconto di un’esperienza ricca di emozioni ‘Il laboratorio di artigianato solidale’ inaugurato il 7 luglio scorso a Matera presso il villaggio del Fanciullo, seguito e curato dalla Cooperativa Oltre l’Arte. Dodici splendidi ragazzi in quaranta ore hanno dato vita ad uno nuovo spazio dedicato alla creatività, grazie alla sinergia tra il Villaggio del Fanciullo e la Cooperativa Oltre l’Arte, i volontari, i ragazzi e i bambini del Matera City Camp che con loro hanno condiviso alcuni spazi e la preziosa collaborazione delle famiglie con il maestro Eustachio Santochirico che personalmente ha seguito i ragazzi per tutta la durata del progetto. Il laboratorio di artigianato solidale è stato il luogo in cui le “abilità diverse” hanno acquisito un nuovo valore dando la possibilità a ragazzi diversamente abili di crescere, formarsi e attraverso l’arte raccontarsi. I giovani ragazzi disabili,che hanno aderito al progetto,hannotrovato nella cooperativa il posto ideale per esprimere le proprie potenzialità impegnandosi con dedizione e costanza in un progetto che ha un enorme valore sociale diretto quanto indiretto. Gli ingredienti principali, raccontano i ragazzi descrivendo la loro esperienza, sono stati: carta, colla, grasso e acqua, mentre gli strumenti principali: forbici, pennelli, contenitori e stampo di gesso, ma tirando le somme di questa splendida esperienza, ciò che si evince, è che nulla avrebbe avuto luogo senza il loro entusiasmo, la loro voglia di fare e le loro abilità che a volte basta raffinare poiché già di per sé ricche di potenzialità.


Importantissimo il sostegno delle famiglie e della comunità oltre che il diligente lavoro del maestro e artista Eustachio Santochirico, il quale ha seguito i ragazzi e i volontari con grande attenzione e dedizione e che abbiamo intervistato in occasione dell’incontro di chiusura del percorso. L’evento è stato esemplare e particolarmente importante per la comunità materana dove la ripartenza con il sorriso abbraccia ha realmente abbracciato più contesti.

Un percorso forse travagliato quello nel sociale ma sicuramente sempre ricco di emozioni. Cosa ha rappresentatoper te come maestro e per i ragazzi che hai seguito il laboratorio appena concluso?
Non lo considero un percorso travagliato, penso sia solo un percorso diverso da un percorso ordinario, diverso da quello che può essere un percorso intrapreso con i bambini ocon gli anziani. Per me è stato molto bello, perché mi ha aiutato a mettermi alla prova con dei ragazzi con cui non avevo mai lavorato che non conoscevo all’interno del gruppo, nell’insegnare loro a lavorare la cartapesta e dunque portarli il prima possibile al livello di chi già con me aveva lavorato e contemporaneamente nel portare questi ultimi a compiere delle operazioni successive più difficoltoseche ha reso loro più autonomi anche affinché potessero poi aiutare gli altri.


La manualità, costruire qualcosa insieme rende chiaramente questi ragazzi soddisfatti di sé e contribuisce notevolmente alla consolidazione della loro autostima. Quanto è importante incentivare queste attività in una realtà realmente inclusiva?
In tutti gli ambiti è fondamentale acquisire dei gradi di competenza e questi sicuramente incidono poi sull’autostima. Il meccanismo a mio avviso è all’incirca questo:più cose so farepiù mi rendo conto delle competenze che ho, più le metto a servizio degli altri più ho un ruolo nella comunità, più vengo riconosciuto e questo in un certo senso è inevitabilmente così anche per i ragazzi diversamente abili. Quando lavoravano per il carro ad esempio questo lo vedevo ancora di più anche grazie al fattore emotivo che era messo in campo, in quanto loro sapevano bene qual’era lo scopo del loro lavoro. Per la comunità tutto questo è importantissima sicuramente anche rispetto ai soggetti fragili, perché incentiva la creazione di relazioni stabili ed aumenta l’autostima non solo del singolo ma del gruppo.
Ti ringrazio per l’invito e di aver celebrato anche con noi di basilicatanotizie.net la conclusione del ‘laboratorio di artigianato solidale’ ma nuovi progetti si apprestano ad essere realizzati. Ti va di anticiparci qualcosa?
Frequentando sempre di più questo mondo e questi ragazzi, mi sono reso conto che sapevo davvero poco di loro. I ragazzi frequentando diversi corsi e ricevendo tantissimi stimoli acquisiscono tantissime competenze anche rispetto a tante persone normo dotate e questo è assolutamente un bene. A settembre andremo a strutturare un nuovo capitolo del laboratorio di artigianato solidale con la cooperativa Oltre l’Arte invece rispetto ad altri progetti le idee non mancano. Scopo principale è fare in modo che l’artigianato possa diventare una leva in grado di coinvolgere, che incida sempre di più sui processi comunitari, favorendo la partecipazione alle nostre tradizioni locali che possono essere legate ad esempio alla lavorazione della carta pesta o della terracotta. Chi vuole cimentarsi con queste arti, chiunque, dovrebbe avere uno spazio permanente in città per apprendere e sviluppare questa tipologia di attività.

 

Silvia Silvestri