Priorità alla cultura ma non ci si dimentichi della sicurezza

Una situazione imbarazzante, indecorosa quanto pericolosa quella che si riscontra al terzo piano della Provincia di Matera, che da oltre due anni ospita gli Uffici del Consiglio regionale. Mentre le Istituzioni si passano quella ormai considerata una fastidiosa “patata bollente”, i limiti strutturali dell’edificio Provincia aumentano, mettendo in serio pericolo quotidianamente l’incolumità dei cittadini che frequentano l’edificio, oltre che dei vigilanti, addetti alle pulizie, collaboratori e Consiglieri che in esso lavorano. Il ‘pingpong’ a cui da anni si assiste non è più giustificato. Dopotutto la legge chiaramente suggerisce che è il proprietario, titolare in via principale della posizione di garanzia verso i terzi, per l’onere di conservazione e vigilanza sull’edificio, come tale, responsabile per l’omissione di cui all’art. 677 c.p.. Qualcos’altro forse sfugge?
A giugno del 2020 dopo ripetute sollecitazioni ricevute anche dai Consiglieri regionali, il Presidente della Provincia Marrese aveva promesso che l’ente, proprietario dei locali nei quali è ubicata la sede materana del Consiglio Regionale, avrebbe provveduto con assoluta urgenza al ripristino delle condizioni di sicurezza e usabilità degli uffici con la messa in sicurezza del solaio, palesemente danneggiato, la manutenzione del tetto e l’installazione dell’impianto di riscaldamento e rinfrescamento, ma ad oggi, al di là delle parole, nulla è stato fatto ne progettato e intanto le crepe aumentano, così come è sempre più evidente lo sfondellamento del solaio, dalle lesioni quanto dal distacco e della caduta in più punti della parte inferiore delle pignatte, evidentemente sollecitate al punto di rompersi e distaccarsi dal resto del solaio.

Come segnalano da tempo gli stessi Consiglieri, inoltre, ogni qualvolta piove, negli uffici e nei corridoi l’acqua abbonda a causa di evidenti infiltrazioni esistenti dal tetto, aggiungendo al pericolo di crollo quello legato a condizioni di allagamento del piano, con rischi reali di corto circuito data la presenza di computer e di numerose prese elettriche. Una situazione di precarietà assoluta sotto gli occhi di tutti, continua a rimanere in secondo piano, nell’attesa che qualcun altro, soggetto da anni non ancora identificato, risolva il problema o che il tetto venga giù, a quel punto non creando solo danni al terzo piano del palazzo della Provincia ma all’intero stabile. Gli uffici del consiglio regionale di Matera dovrebbero essere sede di rappresentanza d’élite, oltre che dignitosa.

Matera ha rivestito e riveste un ruolo strategico per l’intero territorio lucano ed accoglie in questi uffici importanti rappresentanze. Quella che è stata Capitale Europea della Cultura In Italia e nel mondo non può essere danneggiata nella sua immagine dall’indecente lassismo a cui si sta assistendo e contestualmente ci si chiede a questo punto perché la Regione, innanzi a questo silenzio non si preoccupi di trasferire repentinamente gli uffici in altra sede o di sollecitare oltre modo opportuni lavori che, chiaramente, non possono ancora essere rimandati, soprattutto con l’avvento della stagione invernale.