L’obiettivo sembra allontanarsi gradualmente da Matera e potrebbe emigrare verso altri lidi

Via Moro indietro tutta, nuova amara puntata. Il Comune di Matera ha perso 800 mila euro e, in prospettiva un totale di 2,9 milioni. E’ davvero lontana nel tempo la firma della convenzione per l’avvio di una sede del Centro sperimentale di Cinematografia (Csc) con il presidente della Fondazione, Felice Laudadio. Iniziativa già attivata in Piemonte, Lombardia, Abruzzo, Sicilia e Puglia. A Matera - si disse - la scuola troverà spazio nella sede dell’Unibas in via Lazazzera. Per la precisione, nella ex sede della facoltà di Architettura in cui svolgere corsi d’alta formazione specialistica in regia-filmaking e recitazione, curati, tra gli altri, da Giancarlo Giannini. Si anticipò pure che le lezioni sarebbero iniziate a partire dallo scorso mese di settembre. Niente di fatto. L’edificio, come prevede la convenzione, per questa data avrebbe dovuto essere già agibile. Ma si è innescato una sorta di ping pong tra il Comune, tenuto a provvedere alle spese di start up delle attività del primo anno, e la Regione Basilicata, che si sarebbe dovuta fare carico dei costi di funzionamento e dell’attività didattica del Centro. I lavori in via Lazazzera, però, non sono mai partiti e del bando per la candidatura della scuola si è persa ogni traccia.

Sono i termini della polarizzazione che vedono contrapposti due enti responsabili della perdita dei finanziamenti, a partire da 800 mila euro incardinati nella spesa corrente del bilancio regionale 2021. Entro lo scorso 10 dicembre, infatti, avrebbero dovuto essere presentati progetti operativi ed esecutivi dal Comune, propedeutici alla spesa delle risorse da parte della Regione. Ora, è tutto fermo. Chissà se l’iniziativa verrà presentata nel prossimo bilancio, unitamente agli 800 mila euro e a un bando triennale pari a 700 mila euro annui, quale garanzia di continuità alle lezioni di cinematografia, per un totale di 2,9 milioni di euro.
L’obiettivo sembra allontanarsi gradualmente da Matera per quanto, secondo voci di corridoio, il Centro sperimentale non verrà certo relegato nel solito libro dei sogni, piuttosto potrebbe emigrare verso altri lidi e vedere la luce lontano dal luogo in cui è stato originariamente concepito. Se fosse questa la prospettiva, non può non venire in mente un significativo documentario di Felice Laudadio dedicato al cineasta Franco Rosi, una vero amico di Matera e regista della fondamentale pellicola intitolata “Le mani sulla città”. Rosi, per il personaggio di Edoardo Nottola, il costruttore senza scrupoli che progetta lo scempio della città di Napoli, volle Rod Steiger, attore in opere del calibro di Fronte del porto e Al Capone. Ruoli di estrema durezza, come quella che sta andando in scena a discapito di una regione che sulla carta conta ormai poco più di 545 mila abitanti, un’antica guerra tra poveri senza vincitori, con un ritorno di fiamma di personaggi evocativi del sempiterno Edoardo Nottola.