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Salman diciannovenne somalo dopo la licenza media si trova a Sant'Arcangelo

I dati dell’agenzia Onu per i Rifugiati (UNHCR) dicono che sono circa 4 milioni i bambini rifugiati che, in tutto il mondo, non hanno la possibilità di andare a scuola. San Severino Lucano è in controtendenza, con soddisfazione il sindaco Franco Fiore, comunica l’occasione offerta a Hibraim Salman, un diciannovenne somalo ospite del centro Sprar di San Severino Lucano che dopo aver conseguito la licenza media è stato inserito dalla cooperativa Medihospes (ente che gestisce il centro per immigrati e rifugiati nella cittadina del Pollino) al biennio comune da 825 ore presso l’istituto agrario di San Brancato di Sant’Arcangelo dove risiede nel convitto. “E’ un nostro dovere afferma il sindaco promuovere il rispetto dei diritti umani mediante iniziative in grado di favorire il dialogo, l’integrazione e la cultura oltre che aiutare chiunque a sviluppare le proprie peculiarità e abilità. Un plauso va alla Medihospes e ai suoi operatori per la progettazione di percorsi di formazione e di istruzione per questi giovani che per un motivo o per un altro sono stati costretti a lasciare la loro terra e chiedere rifugio altrove”. Il comune lo ricordiamo, per permettere le lezioni di alfabetizzazione, ha messo a disposizione la sala consiliare. E naturalmente orgogliosa di condividere questo bel successo è anche la Medihospes che ha aiutato Salman ad avverare un suo desiderio. Il diciannovenne è stato nel suo Paese fino al 2016, dopo aver frequentato la scuola per 9 anni e dato lezioni di inglese presso associazioni umanitarie, a causa di minacce da parte di gruppi etnici diverse dal suo, è fuggito in Italia, dopo essere stato a Catania, grazie a un progetto di protezione sussidiaria, dallo scorso anno è giunto a San Severino Lucano, dove lo scorso mese di luglio grazie al percorso CPIA di Potenza ha concluso il corso di studio iniziato a Catania e conseguito la licenza media, e iniziato poi la continuazione del percorso scolastico a Sant’Arcangelo. “Salman, dicono dalla Medihospes, ha sempre manifestato la volontà di voler studiare e ha mostrato impegno e determinazione affinchè tutto ciò fosse possibile, la cooperativa se ne è fatta carico e gli ha concesso tale possibilità”.