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Ogni anno dal tratto che va da Reggio Calabria a Taranto perdono la vita in media 21 persone

Sono state 107 le vittime, 84 uomini e 23 donne, della tristemente nota strada della morte dal 2014 al 2018 secondo i dati forniti dall’associazione Basta Vittime sulla SS 106, una in più rispetto al quinquennio precedente. E' considerata una delle strade italiane con il più alto tasso di mortalità per chilometro. La “Strada della Morte” è un’arteria lunga 491 chilometri, che inizia in Calabria a Reggio Calabria e termina in Puglia a Taranto, passando per la Basilicata. Una strada pericolosissima che conferma tutte le sue criticità. 

  Dal secondo rapporto presentato a Catanzaro si stima che a perdere la vita ogni anno siano in media 21 persone, prevalentemente giovani, il 38% delle vittime infatti ha un'età compresa tra 0 e 34 anni, il 25% tra 35 e 55 anni. La stagione in cui si muore di più è l’estate. Nel dettaglio sono 14 le vittime nel 2014, l'anno migliore, 22 nel 2015, 32 nel 2016, l'anno peggiore, 17 nel 2017 e 22 nel 2018.
Nel tratto lucano che va da Nova Siri a Pisticci sono state 9 le vittime. Incidenti causati dall'alta velocità ma anche dalla distrazione alla guida. Una tendenza che peggiora nelle province di Catanzaro e Reggio Calabria, dove nel periodo considerato si registrano rispettivamente 31 e 28 vittime, mentre migliora in quelle di Crotone e Cosenza con 17 e 31 vittime. La città più colpita resta Corigliano Rossano dove dal 2014 al 2018 hanno perso la vita 19 persone, due in più rispetto al report precedente.