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carcere matera

 

Agente colpito con uno sgabello, con calci e pugni. La denuncia: sovraffollamentoe inadeguatezza degli spazi

Denunciata l’ennesima grave e vile aggressione da parte dei detenuti della Casa circondariale di Matera ai danni del personale di Polizia Penitenziaria.
Ancora una volta quest’ultimo mese, fanno sapere congiuntamente i sindacati Sappe, Osap, Uil Pa Penitenziari, Sinappe, Cnpp, Cgil Fp e Cisl Fn in una nota “tre Poliziotti penitenziari, di cui un Ispettore superiore e due Assistenti capo hanno avuto bisogno delle cure del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Matera perché diversi detenuti di una cella che inizialmente hanno avuto una colluttazione tra loro, hanno poi incendiato dei materassi e mentre si procedeva a far evacuare i detenuti per portarli in sicurezza, uno di loro ha vigliaccamente preso uno sgabello in dotazione nelle camere ed ha colpito l’Ispettore superiore in testa, continuando l’aggressione con calci e pugni.

Gli altri detenuti della camera evacuata hanno continuato a picchiarsi in mezzo alla sezione. Solo dopo un paio di ore si è riusciti con molta fatica a riportare la sezione in sicurezza con l’ausilio di altro Personale di Polizia penitenziaria richiamato in servizio. Crediamo - marcano le organizzazioni sindacali - che è ora di dire basta a tutta questa violenza. I sindacati chiedono un intervento repentino e concreto da parte dei vertici Regionali, al fine di ripristinare la sicurezza nell’Istituto. Inoltre è richiesta una sostituzione sia del Direttore che del Comandante per inadempienza, mancanza di provvedimenti adeguati ed inerzia dirigenziale, oltre che per un cambio di rotta che sia a questo punto radicale. Con le ultime aggressioni subite, sale vertiginosamente il numero dei Poliziotti colpiti da detenuti. Nell’ultimo semestre del 2019 le aggressioni al Personale di Polizia penitenziaria sono decuplicate rispetto agli anni precedenti, in soli 40 giorni dell’anno in corso siamo alla quinta aggressione, per un totale di 14 Poliziotti penitenziari di cui tre Ispettori che hanno avuto bisogno di cure mediche”.
L’appello dei sindacati al Provveditore regionale di Puglia e Basilicata ed alle autorità politiche Regionali e Locali è chiaro: “Servono nuovi agenti presso la casa circondariale di Matera. In carcere non ci sono solo i detenuti, operano umili servitori dello Stato che attualmente si sentono abbandonati dalle Istituzioni. Abbiamo bisogno di personale - concludono - il rischio fa parte del nostro lavoro, ne siamo consapevoli, ma giocare al massacro con livelli di sicurezza che non permettono minimamente di tutelare l’incolumità dei lavoratori non è accettabile”. Quanto da anni oramai emerge è che la struttura del carcere di Matera, eccessivamente trascurata, non offre più standard ottimali di sicurezza, contestualmente oggi non offre, spazi di vivibilità dignitosi, assistenza adeguata da parte degli operatori penitenziari specializzati (educatori ed assistenti sociali), opportuna tecnologia a supporto dei Poliziotti penitenziari ed un numero adeguato di mezzi di trasporto per i detenuti. A tutto questo si somma un grave sovraffollamento carcerario. Il carcere materano ospita più di 180 detenuti invece dei 120 tollerabili ed ha una gravissima carenza di personale. Il sovraffollamento porta disagi in tutti i settori: gli spazi si restringono, le attrezzature risultano insufficienti, le salette dedicate ai colloqui famigliari, ai corsi scolastici, alle attività ricreative o dedicate alle attività lavorative dei detenuti, non sono più in grado di ospitare adeguatamente e in sicurezza detenuti e guardie. “Dal mese di Ottobre 2019 le caldaie dell’Istituto hanno iniziato a funzionare male come da diversi anni a questa parte, per poi smettere di funzionare definitivamente. Inutili le sollecitazioni repentine effettuate al Direttore. Solo a fine gennaio l’Istituto – riferiscono i sindacati – da allora ha avuto acqua calda e riscaldamento, ragione per cui sono anche drasticamente aumentate da parte dei detenuti le aggressioni nei confronti degli agenti. Non solo. Sempre nel mese di Ottobre 2019 la Direzione del carcere di Matera, incurante delle già notevoli difficoltà, in accordo con i vertici regionali e nazionali, ha inaugurato una nuova sezione, evitando volutamente di consultare le organizzazioni sindacali e senza preventivamente adeguare il numero di agenti di Polizia penitenziaria, piuttosto, imponendo al personale preesistente turni massacranti di oltre 12 ore di servizio continuativo al giorno, oltre 50 ore di lavoro straordinario al mese e con la pretesa che quest’ultimi ricoprano contemporaneamente 3, 4, talvolta 5 posti di servizio contemporaneamente, effettuando anche turni notturni, serali e festivi in violazione a qualsivoglia Accordo e Protocollo”. Sono stati messi al corrente dell’aberrante situazione di emergenza che si vive nel carcere di Matera tutti gli Organi competenti, nonché lo stesso Prefetto di Matera, ma al di la di qualche rassicurazione fino ad oggi nessuna soluzione concreta ha avuto luogo. Le aggressioni al Personale di Polizia penitenziaria della Casa circondariale di Matera si susseguono come si protrae il silenzio e l’inerzia della Direzione della stessa. In attesa di provvedimenti radicali si spera che venga disposto quanto prima perlomeno un aumento del numero di agenti. È inaccettabile sotto qualsiasi profilo che delle persone in divisa, preposte a tutela della legalità, tra due fuochi, debbano continuare ad operare in condizioni di scarsa sicurezza per sé e per gli altri.

 

Silvia Silvestri