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antonio nicastro

 

Indagati il direttore sanitario dell'Asp, il direttore dell'Ufficio Igiene e un medico

 

Sono tre gli avvisi di garanzia emessi dalla Procura di Potenza per la morte di Antonio Nicastro, 67 anni blogger e giornalista potentino, morto il 2 aprile scorso per coronavirus. Le indagini della Procura, dirette a far luce sul ritardo con cui venne effettuato il tampone, al momento hanno portato a tre indagati: il direttore sanitario dell'Asp, il direttore dell'Ufficio Igiene e un medico. Circostanza, ben nota, quella di Antonio Nicastro, il quale ai primi sintomi, si recò presso il Pronto Soccorso dove venne dimesso poco dopo, per poi successivamente essere ricovero nel reparto di malattie infettive.

Da quel momento è stato tutto un susseguirsi: il peggioramento, la terapia intensiva in condizioni irreversibili ed infine il decesso. Il Presidente della regione Bardi, dopo la morte di Antonio ordinò una indagine interna per chiarire eventuali responsabilità. Un tampone che venne fatto solo dopo aver denunciato pubblicamente quell’attesa estenuante. Un caso sconcertante ora nelle mani del procuratore aggiunto Maurizio Cardea che coordina i lavori dei militari della sezione di Polizia giudiziaria dei carabinieri, al comando del Colonnello Domenico Del Prete e degli agenti della Squadra mobile di Potenza, diretti da Donato Marano. Due, pare i fascicoli aperti in Procura; il primo con l’obiettivo di far luce sul ritardo con cui venne effettuato il tampone, nonostante la richiesta da parte del medico di famiglia di Nicastro che presentava sintomi severi da coronavirus, ed il secondo riguarderebbe altri casi simili, come quello dell’imprenditore potentino Palmiro Parisi. Antonio Nicastro quel 2 aprile, fu l’undicesima vittima in Basilicata per coronavirus.

 

Oreste Roberto Lanza