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Presidi che rischiano di essere ‘’svuotati’’ in territori delicati da un punto di vista geografico 

La presidente del CISADEP, commentando l’articolo sulla buona sanità territoriale presso il riconvertito Presidio Ospedaliero di Chiaromonte, in Provincia di Potenza, sottolinea come, i problemi che si verificano nelle periferie, rimarcano sempre più l'importanza e la necessità dell'ospedale di area disagiata per l’emergenza/urgenza e che dare un servizio ambulatoriale come il cardiologo, rende ben felici, ma si dovrebbe anche avere la sicurezza che il servizio resti nel tempo e che comunque non basta come figura quando non esiste un emergenza urgenza strutturata, che solo l’Ospedale di Area Particolarmente Disagiata può dare e che un ospedale Covid è diverso da un centro di prevenzione Covid: effettuare qualche tampone in loco non serve a molto se poi manca tutto il resto.
Allo stato dei fatti, l’Ex Ospedale di Chiaromonte da poco divenuto anche un presidio territoriale Covid, garantisce un monitoraggio essenziale per quanto riguarda il turismo dell’area del Parco Nazionale del Pollino e non solo, questo è ottimo ma dobbiamo continuare ad occuparci dei servizi essenziali dei cittadini tutti, ma in particolar modo di quelli affetti da altre patologie e che hanno bisogno di eseguire visite regolari ed essere anche tutelati da un buon pronto soccorso salva vita.


Vi è una buona organizzazione dell’ambulatorio di cardiologia, che nei giorni scorsi ha visto il dottor Vincenzo Ziello, andando oltre le sue competenze perché in detto presidio manca l’emergenza/urgenza strutturata, impegnato a salvare una vita che stava per essere stroncata da un infarto. Questo fa capire, a nostro parere, che non si possono sic et simpliciter ridurre a presidi territoriali questi ospedali, in quanto si tratta di presidi che rischiano di essere ‘’svuotati’’, in territori delicati da un punto di vista geografico e in prospettiva di programmazioni future che non dovrebbero basarsi su numeri ma sulle reali necessità di quei territori. Sono 120 gli operatori sanitari che lavorano all’interno di questa struttura che, ormai da anni, ospita centri territoriali di assoluta avanguardia: come quello dei disturbi alimentari e del peso, piuttosto che per la riabilitazione algologica e senza dimenticare il più giovane dei centri in tutti i sensi (come apertura e come ospiti) e cioè il centro pediatrico di autismo. Ma anche la stessa Rsa, la cui attività non è mai stata interrotta nemmeno nel periodo peggiore dell’emergenza. Inoltre, da circa un mese, è stato ripristinato anche il secondo turno di ambulatorio di pediatria.

 

Sulla struttura esiste un finanziamento delle Aree Interne (aree SNAI) di un milione di euro, che potrà consentire un ulteriore incremento delle prestazioni. La struttura ,come detto già tante volte in varie sedi, è ampiamente ricettiva e dopo aver elencato le eccellenze rimarchiamo ancora una volta la necessità di riempire questa struttura per le grandi necessità dei cittadini di un territorio vasto e complicato. Occorre quindi lavorare, sfruttando la nuova situazione di attenzione alla Sanità Pubblica, per il potenziamento della struttura chiaromontese verso la conversione in Ospedale di Area Particolarmente Disagiata, per garantire sicurezza alle popolazioni di questa zona interna che comprende anche il Parco del Pollino, dove i servizi, le infrastrutture, la viabilità presentano notevoli criticità. Pertanto è d’obbligo concludere facendo l’in bocca al lupo per un buon lavoro alle varie amministrazioni territoriali certi che faranno di tutto per una buona sanità garantita ai propri cittadini e un in bocca al lupo a noi come cisadep in piena attività nella difesa del diritto alla salute dei cittadini di tutto il territorio nazionale, e per ultimo ma non da meno, un in bocca al lupo al comitato La Nostra Voce ( parte del Cisadep) per un buon lavoro su questo territorio tanto bello quanto bisognoso di attenzioni.