In difficoltà ci sono un centinaio di dipendenti senza lavoro e stipendio

Si aggrava la situazione dei lavoratori della C&P Srl, società di proprietà della famiglia Cupparo che produce prefabbricati in cemento armato precompresso. Dal 21 luglio scorso, quando la Procura della Repubblica di Lagonegro ha disposto il sequestro preventivo dello stabilimento allocato nel territorio di Chiaromonte, oltre 80 famiglie sono a casa senza lavoro e senza stipendio. Una situazione sociale di alta tensione soprattutto nel comune di Francavilla in Sinni dove sono residenti il numero maggiore di lavoratori, tra amministrativi e salariati, i quali hanno chiesto anche l’intervento delle istituzioni per conoscere realmente lo stato dei fatti. Nelle ultime ore gli stessi lavoratori, hanno manifestato l’intenzione di un sit-in dinanzi alle sedi istituzionali competenti a decidere la sorte di questa storica azienda che produce economia importante per il territorio circostante.

 

Alla manifestazione di qualche giorno presso la sede lavorativa presenti anche i sindaci Valentina Viola, per il comune di Chiaromonte e Romano Cupparo per il comune di Francavilla in Sinni. “Un disagio che dura da ben oltre due mesi – ha sottolineato Romano Cupparo, sindaco di Francavilla in Sinni, raggiunto telefonicamente – che sta mettendo in seria difficoltà il lavoro a numerosi cittadini dell’area. La mia presenza come istituzione è quella innanzitutto di piena vicinanza e solidarietà per tutti i lavoratori dell’azienda, poi anche di sollecitare gli organi competenti a rendere rapide le procedure per arrivare al pieno dissequestro dell’azienda per riportare i lavoratori a svolgere le proprie mansioni. Preciso che non voglio entrare nel merito delle questioni al vaglio degli organi giudiziari, ma chiedo una maggiore rapidità nel completare l’iter le procedure giudiziarie affinché si possa risolvere il tutto in un tempo breve”.

 

Insomma, da oltre due mesi lavoratori senza stipendio e un disagio sociale palmabile nel paese e soprattutto con la richiesta dei lavoratori di conoscere la verità dei fatti che al momento non c’è. “Infatti – conclude Romano Cupparo – vanno aggiunti i notevoli costi che sta sopportando l’azienda relativa alle commesse sparse per l’Italia. Qualora non potesse adempiere alle commissioni in atto, dietro l’angolo si annida anche l’ombra delle penali da pagare. Costi che ricadrebbero indirettamente nei confronti dei lavoratori. Aggiungo ancora che i lavoratori risultano ulteriormente penalizzati dal fatto di non poter accedere alla cassa integrazione, che purtroppo non è prevista per questo tipo di circostanza. La realtà – conclude il primo cittadino di Francavilla - immaginatela voi fra un altro mese ancora”.

 

Oreste Roberto Lanza