Studioso, scrittore e uomo di grande fede per un malore improvviso si è spento all’età di 85 anni

“Una penna dal sapore di antiche tradizioni, la ricerca di un passato intriso di tradizioni, la storia di un pellegrinaggio e dei suoi promotori”. Le parole sono del sacerdote rotondese, parroco di Castelsaraceno, don Paolo Pataro scritte nella sua recensione a margine del suo libro “Il pellegrinaggio al Sacro Monte di Novi Velia”, un’opera di 430 pagine, con la prefazione della professoressa Stefania Di Sanzo, frutto della sua passione e devozione. Per un malore improvviso, si è spento, all’età di 85 anni, Alfredo Cozzetto, da molti definito l’uomo di altri tempi, scrittore, uomo di profonda fede, per quelli che lo hanno conosciuto, non proferiva mai una parola fuori posto o sopra le righe.

Orefice di professione, con il suo punto vendita sul corso di Rotonda che diventava anche punto di incontro di amici e appassionati di storia e tradizione locali, nei suoi tempi riusciva a produrre della buona birra e grappa. Per questo avrebbe voluto dedicarsi anche all’agricoltura e scrivere un testo in modo particolare alla coltura delle olive bianche, dalle quali si ricavava l'olio con il quale si ungevano gli imperatori. Va via una eredita storica per la comunità di Rotonda un cronista silenzioso e minuzioso delle sfumature storiche, sociali, ovviamente religiose di questo bellissimo luogo ai piedi del Pollino.

 

Una devozione religiosa che lo portava annualmente in modo assiduo, fin dal 1962, al pellegrinaggio al sacro Monte della Vergine di Novi Velia e per questo si fece promotore per la realizzazione di uno stendardo come motivo per ricordare e sul quale fece imprimere il nome della parrocchia rotondese. Un suo libro che in passato ha trovato attenzione dagli studiosi lucani è stato quello sul “catasto onciario di Rotonda”. “È una grande perdita – ha sottolineato Rocco Bruno- sindaco di Rotonda, raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione – difficile da dimenticare perché risorsa di pregio incommensurabile per la sua infinità cultura. Sono quelle persone che sono difficili da ritrovare e dove non si è mai pronte per perderle”.

 

Oreste Roberto Lanza