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Percorso espositivo attraverso cui Casaro accompagna nella storia della sua arte e della sua attività professionale

Domenica 2 ottobre a Matera presso il Museo di Palazzo Lanfranchi saranno inaugurate due mostre dedicate al mondo del cinema e del fumetto: Diabolik: Enigma al Museo di Palazzo Lanfranchi e Il mio nome è Renato Casaro.
All’inaugurazione saranno presenti i disegnatori Giulio Giordano e Salvatore Cuffari, la direttrice del Museo Nazionale di Matera Annamaria Mauro e il direttore creativo del Matera Film Festival Silvio Giordano. La mostra Diabolik: Enigma al Museo di Palazzo Lanfranchi sarà aperta al pubblico tutti i giorni fino al giorno 7 novembre 2022, mentre fino al 31 marzo 2022 sarà invece visitabile nella stessa sede la mostra Il mio nome è Renato Casaro, frutto della collaborazione tra il Museo Nazionale di Matera, la Direzione regionale Musei Veneto, l’Associazione Tapirulan e il Matera Film Festival. Curata da Chiara Matteazzi e Fabio Toninelli, la rassegna intende celebrare Renato Casaro (Treviso, 1935) attraverso cento opere tra originali e manifesti realizzati dagli anni Cinquanta a oggi.

Si deve al genio creativo delle sorelle Angela e Luciana Giussani la nascita dei fumetti di Diabolik. Il primo film Diabolik dei Manetti Bros. è liberamente ispirato al terzo episodio della saga uscito nel 1963, in cui era narrato il primo incontro tra Eva Kant e Diabolik. Non una lineare trasposizione dalle tavole a fumetti al cinema, ma un’interpretazione arricchita di nuove scene, ambientazioni e dialoghi, che ha meritato, a sua volta, di diventare una storia a fumetti, passando dalla carta alla pellicola e dalla pellicola alla carta. In occasione dell’esposizione di Palazzo Lanfranchi, saranno presentate tavole originali del graphic novel tratto dal film dei Manetti Bros, grazie al Matera Film Festival, in collaborazione con il Museo nazionale di Matera e la casa editrice Astorina.
Casaro si ricorda fu autore del manifesto del film Diabolik di Mario Bava girato nel 1968 e per questa occasione l’artista ha riproposto una nuova versione di quel famoso bozzetto originario andato perduto. Considerato tra i più importanti, influenti e innovativi cartellonisti cinematografici italiani, Casaro ha realizzato, nel corso della sua lunga carriera, migliaia di opere dedicate alla settima arte, diventando molto popolare anche all’estero. Ha lavorato con i più grandi registi del mondo, come Quentin Tarantino, Bernardo Bertolucci, Sergio Leone, James Cameroon, David Lynch.
La mostra e il catalogo sono stati concepiti come un percorso espositivo attraverso cui il pubblico è accompagnato da Casaro in persona nella storia della sua arte e della sua attività professionale. Il racconto, vivacizzato anche dal ricorso all’aneddoto, si incrocia con levità e piacere a temi quali il rapporto fra l’artista e la committenza, tra i processi della creazione artistica e i ritmi e le strategie industriali, le nuove tecnologie, l’evoluzione del gusto del pubblico. Per info: www.museonazionaledimatera.it

 

Silvia Silvestri