La giornata si è conclusa piantando diversi alberelli nel cortile della scuola I.C. Isabella Morra

Su invito della Dirigente Scolastica Maria Carmela Stigliano, AGIA-CIA ha partecipato oggi alla giornata della primavera organizzata dai ragazzi dell'I.C. Isabella Morra scuole di San Giorgio Lucano. Una giornata ricca di riflessioni, poesie e canzoni per ricordare i diritti e doveri ambientali dei giovani, con particolare attenzione al ruolo che rivestono gli alberi nel pianeta. La giornata si è conclusa piantando diversi alberelli nel cortile della scuola e i saluti della Dirigente, del Sindaco Gennaro Labollita e da Rudy Marranchelli a nome di AGIA. "Tra le tante emergenze ambientali di questi anni, la deforestazione del pianeta – sottolinea Rudy Marranchelli, presidente Agia - è una delle più serie. Ogni anno, ancora oggi, la Terra perde più di un milione di ettari di foreste. Tra il 2015 e il 2017 le emissioni di anidride carbonica delle foreste - che in teoria dovrebbero bruciare Co2 - sono aumentate del 63% rispetto alla media degli ultimi 14 anni, passando da 3 miliardi di tonnellate metriche a 4,9 ogni anno. Se gli alunni di San Giorgio Lucano, porta del parto nazionale del Pollino, bellissimo borgo circondato da boschi, sono sensibili verso la tematica, noi agricoltori dobbiamo esserlo ancora di più. Siamo i primi attori economici a risentire dei cambiamenti climatici ed abbiamo il dovere di produrre cibo sano e farlo in modo sostenibile, preservando l'ambiente per le generazioni future. Regalare qualche alberello all'Istituto è stato solo un gesto simbolico, un modo per sottolineare che i giovani agricoltori della CIA hanno a cuore l'ambiente e il territorio, al tempo stesso si sentono pronti a valorizzare e incentivare le pratiche anti "global warming" in agricoltura. "Se ogni italiano piantasse un albero una volta all'anno, sarebbero 60 milioni di alberi ogni dodici mesi, 600 milioni ogni dieci anni. Se lo facesse ogni cittadino europeo, sarebbero 5 miliardi e trecento milioni a decennio". Perché l’albero ? Coltivare – risponde Agia-Cia che ha promosso da tempo progetti specifici nelle scuole in collaborazione con Orto Sociale - è il gesto più antico, forse il primo che ha consentito di parlare di civiltà. Piantare e custodire un albero a scuola è coltivare prima di tutto dei saperi. Saperi che hanno a che fare con i gesti, con un apprendimento esperienziale che le generazioni più giovani non sempre hanno modo di sperimentare. Coltivare a scuola è un modo per imparare. Imparare a conoscere il proprio territorio, il funzionamento di una comunità, l’importanza dei beni collettivi e dei saperi altrui. “Imparare facendo”, sviluppare la manualità e il rapporto reale e pratico con gli elementi naturali e ambientali, di sviluppare il concetto del “prendersi cura di”, di imparare ad aspettare, di cogliere il concetto di diversità, di lavorare in gruppo oltre che permettere agganci reali con l’educazione alimentare e il cibo. L’obiettivo delle attività è quello di fornire ai ragazzi strumenti per una migliore conoscenza di sé con “l’altro” quando essi si trovano all’interno di relazioni significative.