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L'Alsia del Pollino ha iniziato lo studio, la conservazione dei semi e una ricerca storica del prodotto

Finalmente l'ALSIA Pollino(Agenzia Lucana di Sviluppo e di Innovazione in Agricoltura)ha iniziato la caratterizzazione bioagronomica e fenologica, lo studio, la conservazione dei semi e una ricerca storica del prodotto. Stiamo parlando dei piselli di Castronuovo Di Sant’Andrea, centro in provincia di Potenza, detti anche piselli a Vaiana, con la buccia. Storia del territorio, delle qualità e di precise identità che si possono manifestare anche attraverso l’ambiente, il proprio settore agricolo e la gastronomia. “Senza questa "cura" – sottolinea Silvano Di Leo, agricoltore – custode, così si definisce - quotidiana, non c'è futuro per Castronuovo”.

 

Ricercatore, custode dell’identità del proprio territorio, da anni come agricoltore ricerca e preserva quei ortaggi che vengono da lontano, dimenticati, perché poco commercializzabili, con una qualità di grande eccellenza, dolci al punto giusto che facilmente si accompagnano con altre eccellenze dei territori vicini come Senise con il suo zafaren Crusk. Un prodotto che nell’ottocento veniva piantato dai contadini del posto insieme con il mais senza alcuno sostegno, in poco tempo i semi sviluppavano delle piante che in breve tempo produceva la dovuta quantità per sfamare una sola famiglia: “si tratta di un'antica varietà di piselli che va mangiata necessariamente con la buccia, molto dolce, niente a che vedere con le varietà che si trovano in commercio. Cucinati con la ricetta tradizionale, che prevede peperone macinato di Senise, cipolla, olio e sale, diventando veramente una delizia per il palato”.

Una varietà che rischiava di scomparire: “il recupero è iniziato tre anni fa. Da allora ho quasi costretto mia madre a non cucinarli, per destinarli a semente. Se tutto va bene, il prossimo anno, finalmente si potranno gustare di nuovo, diffondendo i semi anche nella zona”. Una coltivazione di una antica varietà riscoperta e solo con l’uso di ingredienti naturali: letame e cenere senza nessun altro prodotto. Al naturale va dato prodotto naturale”. Un prodotto che può essere assaggiato anche crudo: “se il pisello lo si trova ancora tenero si può apprezzare ancora meglio la qualità”. Quando la qualità fa sponda con l’identità di un borgo che storia ha tanto da raccontare, vale la pena fare un salto, facendosi avvolgere dagli odori e sapori di prodotti poco conosciuti ma di grande naturalezza e bontà vera.

 

Oreste Roberto Lanza