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Protocollo d'intesa tra Fondazione Nazionale Antiusura Interesse Uomo Onlus e Prefettura Matera

L'importanza di monitorare il percorso di reinserimento nell'economia legale per le vittime di usura e di estorsione; la necessità (ancora solo proposta) di affiancare a ogni vittima un tutor che permetta di investire al meglio le risorse che riceve dai fondi dedicati; l’urgenza di velocizzare le procedure di accesso al fondo anche mediante la piattaforma informatica in fase di realizzazione. Sono alcune delle tematiche approfondite in un incontro tecnico che si è svolto a Matera, nella sala convegni della Camera di Commercio.

Un appuntamento di formazione dedicato alle forze dell'ordine operanti sul territorio di tutta la provincia per approfondire le normative di riferimento e contrastare i fenomeni di racket e di usura. Si tratta di una delle attività previste dal protocollo d'intesa sottoscritto nel mese di luglio tra la Fondazione Nazionale Antiusura Interesse Uomo Onlus e la Prefettura di Matera per l'accompagnamento delle vittime alla denuncia e i servizi offerti dal progetto “Economie di Libertà” ed è una delle tappe della carovana antiracket e antiusura prevista dal progetto.

Molto è stato fatto dai primi anni Novanta, quando presero avvio le prime campagne mediatiche e nacquero le prime Fondazioni antiusura e antiracket in una stagione tragica in cui questi fenomeni si palesarono in tutta la loro drammaticità perché molte vittime si tolsero la vita.

All’iniziativa formativa hanno preso parte il Prefetto di Matera Rinaldo Argentieri che ha introdotto i lavori parlando dell'importanza della denuncia ma anche della difficoltà, da parte delle vittime, di mettersi completamente nelle mani delle istituzioni; don Marcello Cozzi Presidente della Fondazione Antiusura Interesse Uomo, che ha tracciato un excursus sulla normativa di riferimento e sulla storia del contrasto all'usura, che ha portato all'approvazione della legge 108/96, fortemente voluta dalla società civile. In call conference sono poi intervenuti la dottoressa Daniela Mengoni

Primo dirigente della Polizia di Stato, che ha snocciolato gli aspetti tecnici e giuridici relativi all'accesso ai fondi previsti dalla normativa e ha poi fatto una breve sintesi di
quali siano le procedure che le vittime devono seguire e le Prefetture devono eseguire per ottenere il fondo; il dottor Mario Muccio vicario del commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura, che, tra le altre cose, ha parlato degli accordi e dei protocolli sottoscritti con l'Abi e le istituzioni bancarie che dovrebbero permettere un allargamento delle maglie del credito ordinario anche alle persone protestate per evitare che queste finiscano nelle mani degli usurai.

 

‘’Economie di Libertà’’ è un progetto che ha come prioritario obiettivo quello di aiutare concretamente chi è stato colpito dai fenomeni di usura e di estorsione. Due le regioni coinvolte: Calabria e Basilicata. Cinque i presìdi di legalità individuati, punti di riferimento fisici e operativi per portare avanti le attività del progetto: tre sono in Calabria a Cetraro (Cs), Cassano allo Ionio (Cs) e Limbadi (VV); due in Basilicata a Potenza e Montescaglioso (Mt). Promosso dalla Fondazione Nazionale ‘’Interesse Uomo’’ Onlus e finanziato dal Ministero dell’Interno nell’ambito del Programma Operativo ‘’Legalità’’, il progetto si sviluppa attraverso un fitta rete operativa di diversi soggetti: partner ufficiale è la Fondazione Antiusura San Matteo Apostolo (Cassano allo Ionio); l’Associazione Antiracket Falcone e Borsellino (Montescaglioso); l’organizzazione di volontariato San Benedetto Abate (Cetraro); l'Università della Ricerca, della Memoria e dell'Impegno Rossella Casini (Limbadi).

www.economiediliberta.org