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Le sue origini lucane inorgoglisce i paesi della collina materana San Mauro Forte e Grassano

La quinta Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura ha designato all’unanimità Margherita Cassano presidente aggiunto della Corte di Cassazione, di origini grassanesi per la parte materna e di San Mauro Forte per parte paterna. Mai una donna era arrivata così in alto nella Suprema Corte. Cassano andrà ad affiancarsi in qualità di numero due al nuovo presidente della Corte Pietro Curzio, eletto dal plenum con una sola astensione. Le sue origini lucane inorgoglisce i paesi della collina materana San Mauro Forte e Grassano. Un destino di una brillante carriera già segnato per Margherita nel suo Dna grazie ai suoi genitori e nonni che si sono sempre distinti per professionalità ed un alto livello culturale. Per la parte di origine Grassanese Margherita è la primo genita di Anna Materi che oggi all’età di 92 anni vive in Toscana, una delle prime donne grassanesi a laurearsi intorno al 1950 dopo un percorso di studi a Firenze in lettere antiche, che le ha permesso di ottenere sin da subito una cattedra per l’insegnamento a Tursi, dove conosce suo marito Pietro Alberto Cassano che svolte il ruolo di Pretore.

La giovane coppia intorno nel 1954 si trasferisce a Firenze per motivi di lavoro e lì risiedono permettendo così a Margherita e alla sorella Alessandra di poter frequentare tutto il percorso di studi facendo registrare una brillante carriera scolastica. Margherita ha tenuto i legami con la comunità grassanese fino alla fine degli anni settanta quando veniva spesso a trovare la nonna Vincenzina Mastroroberti e il nonno Giuseppe Materi oltre che le continue visite in Basilicata per un legame stretto con i cugini che risiedono attualmente a Matera. Margherita Cassano dal 2015 è Presidente della Corte d’Appello di Firenze el’arrivo in Cassazione è in realtà per lei un ritorno: in passato ha già lavorato alla Suprema Corte in altri ruoli.

È stata Presidente della Prima sezione penale che si occupa di omicidi e violenze gravi, consigliere al Csm e alla direzione distrettuale Antimafia e si è occupata anche spesso delle questioni relative alle tossicodipendenze. “Da magistrato donna, lasciatemi esprimere la grande soddisfazione per questa nomina perché per la prima volta un magistrato donna arriva a ricoprire un ruolo così importante per la Corte di Cassazione – ha dichiarato in plenum la togata Paola Braggion – sono certa saprà, come ha fatto in passato, coniugare al meglio le grandissime doti professionali e organizzative a quella amabilità non disgiunta da ferma determinazione che la caratterizza. Le auguro davvero buon lavoro”.

 

Silvia Silvestri


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