Coinvolti ricercatori e istituzioni di ricerca in tutti i paesi europei

“Super scienze me- la notte dei ricercatori”. La Basilicata ha preso parte all’evento, celebrato in oltre 300 città europee, con lo slogan “salviamo il pianeta”. Dal teatro stabile di Potenza, l’Unibas, ha preso parte alla notte dei ricercatori per spiegare che la scienza, la ricerca sono in grado di rimettere in piedi il pianeta. Nato nel 2014 ad opera dell'Università della Calabria, l’evento associato alla European Researchers’ Night, coinvolge ricercatori e istituzioni di ricerca in tutti i paesi europei con l’obiettivo di creare occasioni di incontro tra ricercatori e cittadini di ogni età per diffondere la cultura scientifica e la conoscenza delle professioni della ricerca in un contesto informale e stimolante. Il fine è quello di limitare l’aumento del riscaldamento globale a tutela del pianeta e di tutte le sue forme di vita, decarbonizzare il sistema energetico e puntare sulle fonti rinnovabili, stimolare una politica industriale basata sull’economia circolare, favorire un sistema di mobilità sostenibile, tutelare la biodiversità e la produzione agricola e peschiera.

Un obiettivo del Green Deal europeo sostenuto dall’ Università della Calabria (capofila), Università Magna Grecia, Università Mediterranea, Università della Basilicata, CNR, Regione Calabria e Regione Basilicata. Sul portale dei ricercatori c’è un orologio da tenere d’occhio e che non lascia dubbi. Per realizzare l’obiettivo di salvare il pianeta bisogna farlo nel tempo massimo di 7 anni, 300 giorni, alcune ore, minuti e secondi. Una notte lucana durata più di un giorno preceduto da un viaggio in treno, mezzo ecologico per eccellenza, che ha unito l’Università della Calabria con le città universitarie di Potenza e Matera con il fine di comunicare l’importanza della ricerca. “Dobbiamo imparare – ha sottolineato Giuseppe Romaniello, direttore Unibas – a migliorare la qualità della nostra comunicazione, la qualità delle cose che si fanno. Dobbiamo costruire valore intorno all’Università come è stato fatto in questi 40 anni dalla sua istituzione”. Un appuntamento dove i ricercatori nelle piazze lucane di Venosa, Genzano di Lucania, Atella, Tito, oltre Potenza e Matera si sono raccontati e spiegato che la ricerca può salvare il Mondo.

 

Oreste Roberto Lanza