logo bn ultimo

 

“Il passaggio dal pensare in prima persona al pensarsi inseriti in un gruppo la scintilla vera”

In un viaggio che copre il periodo dal dopoguerra fino agli anni Settanta, viene narrata non solo la storia di un uomo ma quella di un'epoca intera. Sono pagine interessanti, stimolanti, molto appassionate, in molte righe avvincenti, dove l’autore salernitano, molto lucano, Enzo Capuano, nel suo libro “Zero non esiste – ritorno in Val d’Agri”, edito da Lastaria, racconta come l’arrivo del padre Eduardo in Val d’Agri, in Lucania, nel settembre del 1951 permette di scoprire una terra dai ritmi lenti, intrisi di malinconia, di bellezza , quasi addormentata abitata da contadini che ogni mattina, per un pezzo di pane, scendono dai monti per coltivare a valle i terreni lungo il fiume. Una storia che a tratti pare emozionare l’autore stesso è con esso il lettore quando si sfogliano quelle pagine della vita famigliare, dell’amore di Eduardo, Dino, per la sua Vittoria, Rina,(dell’albergo di Viggiano dal nome appunto Vittoria) della nascita, agli inizi del 1955, di Enzo, il figlio dai confetti azzurri, poi Ernesto e infine Maria Grazia. Un racconto minuzioso fatto dall’autore, dopo la morte del padre Eduardo, attraverso proprio il suo mondo di carta ben conservato, documenti di lavoro, agende piene di appunti, lettere alle persone più care. Un Consorzio di Bonifica che alla fine si trasferisce a Villa d’Agri, prima Pedale, la nascita del Centro Servizi nel 1957, la scuola agraria a Villa d’Agri, per arrivare al 1963 al Doc per i vini. E poi il 1967 l’anno proficuo per il Consorzio. Tante amicizie con politici, Emilio Colombo e tante altre, l’amicizia con il primo commissario straordinario Lino Zecchettin che rappresenta la svolta del territorio.

Bella la frase: “È Il tempo che è stato e ci portiamo dentro, è il tempo che non tornerà…. forse”. Il libro è solo un raccontare suo padre oppure è anche testimonianza di come un nuovo tempo possa avvalersi di quel passato raccontato per dare impulso ad un territorio, quale la val d’Agri, oggi sottoposto a un nuovo blocco economico e problemi ambientali? “Credo che ogni tempo, epoca, sia irripetibile- precisa subito l’autore Enzo Capuano, raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione - il tempo passato diventa storia, esperienza, per questo lo porti dentro per essere il trampolino per creare il futuro. Questo vale per ogni uomo, ma anche per i territori. Esistono però degli eventi completamente nuovi ed inaspettati che non è facile interpretare e non hanno una lettura nel passato ed è quello che credo stia accadendo oggi nell’alta Val d’Agri”. Dal 1951, anno dell’arrivo in Val D’Agri, fino al 1969 Eduardo riuscì a cambiare rotta al territorio della Val D’Agri. In sintesi il concetto “zero non esiste” ad un tratto cambio la prospettiva. Tra le tante circostanze quale fu quella che funzionò da scintilla per un nuovo modo pensare, un modo che fece svegliare la gente. “Credo la prima scintilla - continua Enzo Capuano -sia stata la consapevolezza che fosse indispensabile un consorzio, il passaggio dunque dal pensare in prima persona al pensarsi inseriti in un gruppo, al capire l’importanza di essere gruppo”. Dal suo raccontare alla fine si è probabilmente convinto che Cristo si è fermato a Eboli venendo dal Sud dopo essersi fermato in Lucania? Leggendo si ha la sensazione che Eduardo sia stato il vero mediatore tra la fede e il coraggio tornato utile a questa terra poi fermatasi dopo gli anni 70. “Mio padre era un uomo di fede- sottolinea Enzo Capuano - profondamente cattolico e soprattutto amava la gente (dal contadino ai dirigenti della Cassa per il Mezzogiorno) alla quale dava disponibilità e con la quale amava costruire rapporti.

In più amava profondamente il suo lavoro e da subito ha sentito suoi i luoghi, nei quali si era ritrovato quasi per caso, con i loro ritmi lenti e la semplicità della gente, e sono rimasti per sempre nel suo cuore”. Quanto la famiglia, alla fine, ha influito in tutto questo rinascimento creato da Eduardo. la famiglia è stata protagonista o semplicemente la presenza è stata consigliera? “In quegli anni noi figli eravamo troppo piccoli - conclude Enzo Capuano -per influenzare le decisioni mentre mamma è stata fondamentale nelle decisioni più importanti. Poi la presenza dei figli penso abbia rappresentato, per mio padre, una grande serenità è per questo nei momenti importanti ha osato senza paura”. Un libro tutto in “bianco è nero”, perché, come dice, alla fine, l’autore: sono i colori più espressivi. Sono pagine da leggere e rileggere dove ci sono immagini di vite che appaiono evaporate in un soffio di respiro ma che restano conservate nella memoria dei protagonisti come testimonianza delle generazioni future. Un bellissimo libro.

 

Oreste Roberto Lanza


ULTIMI ARTICOLIPIU' LETTITAG POPOLARI

sponsor

Sponsor