Un saggio con numerose testimonianze registrate e scritte frutto di incontri e confronti su tanti temi di vita

“Il viaggio di una stella vagabonda nel Micro-Macrocosmo senza principio e fine”. Interessante e pregevole scritto dello storico chiaromontese Giovanni Percoco nel raccontare la vita del grande Francesco Marino, noto a tutti lucani, e non solo, come Marino di Teana, scultore italiano naturalizzato argentino. In Francia, intraprese una carriera artistica a livello internazionale che gli porto molti riconoscimenti: Cavaliere dell’Ordine delle lettere e delle arti di Francia, membro dell’Accademia delle Belle Arti di Buenos Aires, Medaglia d’argento conferita da Willy Bradt al congresso di Architettura e di Urbanistica di Bochum come rappresentante della Francia, solo per menzionarne alcuni. Un saggio in cui l’autore e amico del famoso scultore lucano, raggruppa numerose testimonianze registrate e scritte frutto di incontri e confronti su tanti temi di vita legate ad una filosofia molto vicina ai pensatori orientali e ai presocratici, pensatori che cercano di spiegare l’origine e l’essenza delle cose. Marino di Teana, una stella vagabonda che in un momento storico si accese nel cielo di un piccolo borgo lucano, appunto Teana. Un incontro, tra l’autore e Marino di Teana, avvenuto per caso, datato 12 aprile del 1968 a Chiaromonte, sufficiente per imbastire un percorso di conoscenze e di crescita per entrambi. Un artista indagatore di sé stesso, del mondo che lo circondava, sempre irrequieto perché, in fondo, la voglia di sapere e l’esigenza di realizzarsi molte volte era fonte di grande turbamento. Sono pagine ricche di interesse quelle che si dipanano dalla formazione culturale fino ai periodi di grande splendore artistico e culturale del teanese Marino. Oltre 20 fotografie che mostrano incontri importanti, premi consegnati a cui seguono disegni realizzati di pregevole importanza. Un libro diverso dal solito, dove non è protagonista principale l’artista lucano, ma il filosofo, il poeta, l’uomo nella interiorità dove la gloria, il prestigio, la celebrità restano distanti dalla sofferenza e dalla lotta per guadagnarsi la vita, l’amore e la stima per il prossimo. Un’eccellenza lucana ben descritta dall’autore a cui fa seguire tratti di nostalgia per le tante emozioni ricevute da uno spirito libero e di grandi contenuti culturali. C’è un passaggio, nelle pagine finali del libro, dove si racconta di una grande delusione dell’artista lucano: un mancato ritorno in Lucania, a Matera, di Marino di Teana provocato da un fallito accordo con il comune. Un libro da leggere e conservare nella propria biblioteca perché fonte di richiamo per un’identità che mai deve perdersi tra i rivoli della dimenticanza.

 

Oreste Roberto Lanza