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Un profilo storico della città nel periodo dell’ancien regime della ricercatrice lucana Marilena De Cunto

Quella di Marilena De Cunto “La città di Potenza, tra i Guevara e i Loffredo” edito da Piero Lacaita editore è un libro da leggere. Il volume è pubblicato nella collana "Europa Mediterranea", promossa dal Dottorato di Ricerca in Storia dell’Europa Mediterranea dall’Antichità all’età Contemporanea con sede amministrativa presso il Dipartimento di Scienze Umane, Università degli Studi della Basilicata. Un volume, frutto di un percorso di ricerca ancorato in fonti archivistiche in larga parte inedite, dove le risultanze evidenziano il profilo insieme della città dall'età spagnola alla vigilia dell'età napoleonica, dal suo ambito territoriale agli assetti istituzionali-amministrativi, alla dimensione socio-economica, con prevalente attenzione al ruolo esercitato dalle famiglie feudali dei Guevara e dei Loffredo.

 

Città antichissima, Potenza, viene raccontata dall’autrice con un’analisi perfetta e certificata con dati, date, numeri che permettono al lettore di poter seguire la nascita e lo sviluppo della cosi definita “città verticale” con attenzione e curiosità al fine di poter formulare un giudizio completo di conoscenza. Come riscontrato dallo storico potentino Giuseppe Rendina (scrisse la prima storia sulla città di Potenza) ma anche da Marino Freccia o Frezza, giurista napoletano vissuto tra il 1503 e 1566 (data della sua morte) Potentia sorgeva lungo la riva sinistra del fiume Casuentus , odierno Basento (fiume più lungo della Basilicata, e più lungo fra i fiumi italiani che sfociano nel Mar Ionio)uno dei quattro più importanti fiumi della Basilicata. Avvincente la storia delle sei porte presenti a Potenza in età medievale (pag. 13-22) e quella delle piazze, piazza del seggio unica piazza antecedente a Piazza Mario Pagano; i terremoti del 1273 e quello del 1694, quest’ultimo incise molto nella trasformazione di alcuni importanti elementi architettonici.

 

Pagine che pongono una prevalente attenzione al ruolo esercitato dalle famiglie feudali dei Guevara e dei Loffredo, robusto perno del rigido sistema di potere esercitato da ristretti gruppi e ceti dirigenti, nel quadro di intrecciati rapporti di gestione delle giurisdizioni feudali, di peculiari istituzioni ecclesiastiche e dell'Università. Due famiglie importanti ognuno di loro con un contributo rilevante allo sviluppo di questa città che venne elevata capoluogo il 2 agosto del 1806. Ben 193 pagine di un libro che nel panorama storico lucano appare necessario leggere e conservare perché certi libri, come questo, sembrano scritti perché leggendoli si impari ma anche per contemplare un paesaggio di cui si conosce poco e poco si ha intenzione di continuare a non conoscere.

 

Oreste Roberto Lanza