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L’autore lascia il palcoscenico al campione paraolimpico del sollevamento pesi

“Se il fato non ti uccide, vuol dire che hai un posto in questo mondo”. Pensiero di grande emozione e passione che si legge nell’ultima pagina del nuovo libro dello scrittore pietragallese Donato Di Capua “In Piedi” edizione Kimerik. Un libro diverso dal solito, non un romanzo, un saggio, un semplice narrare, ma un voler raccontare di un vissuto reale con una imprevedibile amputazione fisica che alla fine si è trasformata in una grande opportunità di vita, della capacità di realizzare propri sogni, giuste e dovute speranze. Un libro come una passeggiata socratiana in cui l’autore lascia meritatamente il palcoscenico ad un grande uomo, atleta, Donato Telesca, di Potenza, campione paraolimpico del sollevamento pesi. Un percorso inedito quello che Di Capua compie in questo ennesimo impegno letterario lasciando che la voce umile, appassionata di Donato Telesca racconti del proprio vissuto, delle proprie paure iniziali, delle grandi soddisfazioni sportive frutto di impegno, tenacia, sudore, fatica estrema a cui si lega nella lettura quell’ingrediente fondamentale, che è l’amore nato dall’arrivo di una stella ai propri piedi che si chiama Simona.

Un ragazzo normale la cui propria vita cambia per sempre a causa di un grave incidente avvenuto nel frantoio di famiglia nel momento in cui si caricava la sansa sui camion; un lucano che ha saputo riscattarsi e riprendere la sua vita. Da un sogno, una speranza a una certezza: quello delle Paralimpiadi di Tokyo. Un racconto ricco di rivelazioni, commozione, eccitazione, impressione, trepidazione che alla fine se non fosse stato scritto avrebbe, probabilmente, perso la forza del ricordo che meritamente va conservato nell’animo degli uomini di buona volontà. Tra gli juniores è stato due volte campione del mondo, nel 2017 e nel 2019, passato poi tra i “grandi” ha ottenuto dei risultati incredibili in Coppa del mondo. Due primi posti, un secondo e un terzo posto nel 2021 gli hanno consentito infatti di staccare il pass per partecipare all’edizione di Tokyo. Eppure la sua avventura come atleta paraolimpico inizia quasi per caso, ma l'entusiasmo e la grinta sono il motore che consente a Donato Telesca di inaugurare una carriera, poi, costellata di traguardi eccezionali, rifuggendo la commiserazione cercando sempre di non demordere, pur con la continua presenza di insicurezze e momenti di fragilità. La sua forza? La capacità di far prevalere la sua fiducia in un bene che in qualche modo accompagna e sostiene la sua esistenza: la grande fede religiosa.

 

Una passeggiata tra l’autore e il protagonista legato da numeri e pesi in cui sono depositati momenti importanti e irripetibili. Le date del risveglio e della consapevolezza, il primo compleanno da amputato, dieci anni quando entra per la prima volta in palestra, il primo giorno di scuola, 2016 quando, attraverso una specifica trasmissione, pensa al sollevamento paraolimpico per arrivare alla fatidica data del 20 febbraio 2016 per una esibizione fuori gara. I pesi: dai primi 115 chili, alla coppa Italia, ai 198 che gli valsero grandi riconoscimenti, medaglie e podi anche insperati. Insomma un libro che si legge tutto d’un fiato, che ha la capacità di trasportati nel mondo di questo piccolo grande uomo attraverso l’inchiostro ben messo di un autore avvezzo ormai da tempo a raccontare cose serie essenziali di una vita che pare buia ma che in fondo dimostra che di luce ve ne tanta e di buona qualità. Ancora una volta lo scritto di Di Capua oltre ad essere un buon compagno di viaggio, con il tempo è diventato l’attimo per riconsiderare meglio il tempo con parole che voglio sono far riflettere e niente di più.

 

Oreste Roberto Lanza