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Dopo i 60enni via libera alla vaccinazione degli over 30 e quindi alla campagna di vaccinazione dei più giovani

«Dobbiamo uscire da questa situazione. Anche ieri 469 morti per COVID. Dobbiamo venirne fuori. L’età media delle vittime era 80 anni ma ora sta scendendo a 65. Bisogna fare in fretta. Ecco qual è lo spirito dell’ordinanza con cui abbiamo imposto la priorità agli anziani, checché ne dica qualche presidente di Regione. Dobbiamo proteggere i più esposti. Se non facessimo di tutto per riuscirci saremmo dei criminali», queste le parole del commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus Francesco Paolo Figliuolo. La priorità resta quella di vaccinare le persone più esposte al virus, gli anziani, vittime preferite da questo virus. «Dobbiamo esaurire gli over 80 e andare rapidi sugli over 70 – continua Figliuolo – ci sono sei Regioni che in due o tre giorni chiuderanno il conto con la prima dose per gli ottantenni. Altre, come il Piemonte, seguiranno subito dopo, in cinque o sei giorni».

Superata questa delicata fase, si potrà procedere con la vaccinazione di massa, estendendo le dosi anche ai meno esposti, dunque ai giovani. Dopo i 60enni, via libera alla vaccinazione degli over 30 e quindi alla campagna di vaccinazione dei più giovani. Probabilmente ciò accadrà dalla fine di maggio, quando buona parte della popolazione over 60 avrà ricevuto la prima dose del vaccino. In totale sono 25 milioni le persone nella fascia di età tra i 30 e i 59 anni e saranno le Regioni a decidere quali categorie avranno la priorità, privilegiando quasi sicuramente i settori ritenuti più esposti al contagio.

 

Il commissario per l’emergenza è rassicurato dall’arrivo di 17 milioni di dosi, tra le quali anche Pfizer e il piano delle vaccinazioni per gli over 30 sarà illustrato al presidente del Consiglio, Mario Draghi, nei prossimi giorni. Se verrà rispettato il piano del generale Figliuolo, cioè 500mila dosi al giorno, probabilmente basteranno pochi mesi per completare almeno la prima somministrazione nella fascia dai 30 ai 59 anni. «Dal 10-15 maggio possiamo partire con le vaccinazioni in azienda – afferma Figliuolo – Si andrà in parallelo multiplo. Ora ne parlerò con il premier e con la comunità scientifica. Possiamo anche decidere di vaccinare in contemporanea la fascia 30-59 anni. Possiamo pensare di farli tutti insieme, ovviamente dando sempre la priorità a chi è più anziano ma anche valutando le mansioni che ciascuno ricopre o la sua esposizione al rischio».

 

Silvia Silvestri


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