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La certificazione verde fra una settimana diventa necessaria per tutti i lavoratori

Manca una settimana al 15 ottobre, giorno a partire dal quale il Green pass diventerà obbligatorio sui luoghi di lavoro sia nel privato sia nel pubblico. Un provvedimento che, come facilmente immaginabile, riguarda una ampia fascia di popolazione: si stimano 23 milioni di italiani. E se per quanto riguarda la pubblica amministrazione il ministro Brunetta e il ministro della Salute Speranza hanno messo a punto le linee guida operative per un omogeneo svolgimento delle attività di verifica e controllo del possesso della certificazione verde, è meno delineata la situazione negli altri ambiti.

 

La certificazione verde viene generata in automatico e messa a disposizione gratuitamente per chi ha effettuato almeno una dose di vaccino, è risultato negativo a un tampone molecolare nelle ultime 72 ore o a un test antigenico rapido nelle 48 ore precedenti, o è guarito dal Covid nei sei mesi precedenti. Si può scaricare il green pass in molti modi: accedendo al sito nazionale www.dgc.gov.it, tramite l'app Io, l'app Immuni e il fascicolo sanitario elettronico o rivolgendosi a medici, pediatri e farmacie. Il green pass è disponibile anche per chi ha solo una dose di vaccino. Per chi ha ricevuto una dose di sieri che ne richiedono due la certificazione sarà generata dal 12° giorno dopo la somministrazione e avrà validità a partire dal 15° giorno fino alla dose successiva. Nei casi di vaccino monodose, la certificazione sarà generata dal 15° giorno dopo la somministrazione e sarà valida per 12 mesi, mentre per i guariti la certificazione sarà generata entro il giorno seguente e avrà validità per 180 giorni (6 mesi).

Dal 15 ottobre il green pass sarà obbligatorio per tutti i lavoratori pubblici e privati: La certificazione verde diventa obbligatoria per tutto il personale della Pubblica amministrazione. Nel pubblico la certificazione sarà richiesta per tutti i lavoratori delle Regioni, delle Province, dei Comuni, delle Autorità amministrative indipendenti, della Banca d'Italia, degli enti pubblici economici e degli organi di rilievo costituzionale. Nel privato invece il nuovo decreto estende l'obbligo del green pass a tutti coloro che svolgono "attività di lavoro dipendente o autonomo nel settore privato" al di là della dimensione dell'azienda. Sarà necessario anche per i lavoratori autonomi, le partite Iva, coloro che offrono servizi occasionali (idraulici e elettricisti) e i collaboratori familiari (badanti, colf e baby sitter), oltre che per tutti i dipendenti dei locali dove fino ad oggi l'obbligo era previsto per i clienti (ristoranti, bar, palestre, piscine, lavoratori dello spettacolo).

 

La certificazione verde non serve per chi svolge il proprio lavoro in smart working. Il lavoro da casa però non può essere utilizzato allo scopo di eludere l’obbligo di green pass. È compito delle singole aziende definire le linee guida per realizzare i controlli del possesso della certificazione verde. L'incaricato alla verifica è il datore di lavoro, ma è probabile che venga istituito un addetto preposto. Secondo le anticipazioni però sarebbe in studio un'app specifica, simile a quella utilizzata nelle scuole, che consentirebbe di avere a disposizione il quadro della situazione dei propri dipendenti senza effettuare il controllo giornalmente. Resta però il nodo della privacy: l'essersi sottoposto o meno a vaccino è infatti un dato personale. Chi accede ai luoghi di lavoro senza la certificazione verde dovrà pagare dai 600 ai 1.500 euro. Sono previsti provvedimenti anche per i datori di lavoro che non controllano adeguatamente possesso e validità del green pass dei propri dipendenti e non hanno istituito le modalità di verifica: le sanzioni in questo caso vanno da 400 a 1.000 euro. L'obbligo di certificazione verde sui luoghi di lavoro è valido dal 15 ottobre al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza.

 

Secondo le linee guida, diffuse dal ministro Brunetta, dovrà essere munito della certificazione verde qualunque soggetto, oltre al personale dipendente, che intenda entrare in un ufficio pubblico (anche gli addetti alla manutenzione, i fornitori, i corrieri), tranne gli utenti. Non sono consentite deroghe se non per gli esenti dalla campagna vaccinale che presentino idonea certificazione medica. Ciascuna amministrazione è autonoma nell'organizzare i controlli: l'accertamento potrà essere svolto giornalmente e preferibilmente all'accesso della struttura, ovvero a campione (in misura non inferiore al 20% del personale presente in servizio e con un criterio di rotazione) o a tappeto, con o senza l'ausilio di sistemi automatici (saranno rese disponibili specifiche funzionalità per la verifica automatizzata, ma in caso di malfunzionamento sarà possibile l'utilizzo dell'applicazione 'VerificaC19'. Il lavoratore senza green pass non potrà accedere o sarà allontanato dal luogo di lavoro e sarà considerato assente ingiustificato, con perdita della retribuzione e di ogni altro emolumento, fino alla esibizione della certificazione verde.