Attivo tra gli anni dieci e gli anni venti, tra i più prolifici attori e registi del cinema muto

La Casa del cinema di Roma ha dedicato una intera serata al grande attore lucano, di Trivigno, in provincia di Potenza Robert Vignola. Attore particolarmente attivo tra gli anni dieci e gli anni venti, tra i più prolifici attori e registi del cinema muto. Un lucano che ha avuto fortuna sul grande schermo e con lui tutti i lucani emigrati in terra d’America. Partito a soli tre anni con tutta la famiglia da Trivigno, borgo in provincia di Potenza, per New York, dopo molti anni è diventato uno degli attori più importanti e famosi del cinema muto e poi regista. Esordì nel teatro come attore shakespeariano; successivamente lavorò con la Kalem Company, partecipando alle prime produzioni cinematografiche d’oltreoceano in Irlanda, Palestina ed Egitto. Negli anni successivi divenne uno dei registi più popolari e prolifici del cinema muto, lavorando con Paramount, Select e Cosmopolitan, la casa di produzione cinematografica di William Randolph Hearst, che gli “affidò” Marion Davies. Vignola seppe tirar fuori il talento comico di questa (sottovalutata) attrice e la valorizzò con gli eleganti allestimenti scenografici di Joseph Urban. Vignola ha firmato inoltre alcune delle migliori performances di diverse star del cinema come Pauline Frederick, Alice Brady e Corinne Griffith. Artista dai molteplici talenti, è stato capace di proporre tecniche originali e innovative nella produzione filmica. Le sue pellicole come regista che ancora si ricordano sono: The Vampire (1913), tra i primi film sul personaggio della vamp. Rodolfo Valentino e Clark Gable fecero una breve comparsa rispettivamente in Seventeen (1916) e Déclassée (1925).

Vignola è principalmente noto per la sua collaborazione con Marion Davies, protagonista in When Knighthood Was in Flower(1922), che la rese una star del cinema muto. Rimase sempre legato al suo paese d’origine tanto che le pagine di storia raccontano come nel 1924 tornò per realizzare, a sue spese, un monumento ai caduti. All’incontro per discutere del grande regista e attore lucani, era presente la regista Giuliana Muscio, Giuseppe Sommario direttore del festival delle Spartenze in cui ambito rientrava la serata e Giuseppe Scaglione, presidente del Centro Studi dei Lucani nel Mondo. Sullo schermo le immagini di Robert Vignola e il documentario degli italiani che hanno fatto grande l’America, prodotto dal gruppo F9 e sostenuto dal comune di Trivigno e dalla regione Basilicata. “Un intero generazione è partita subito dopo l’Unità d’Italia che con i loro numeri e le loro relazioni intellettuali hanno limitato gli effetti che il nuovo corso italico poteva produrre per il Sud”. Insomma tra il 1880 e il 1915 quindici milioni di italiani hanno emigrato, un terzo di essi hanno raggiunto gli Stati Uniti donando un contributo di eccellenza nelle arti e anche nel cinema. Robert Vignola non ha mancato di dare un contributo rilevante a tutto ciò.

 

Oreste Roberto Lanza