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Con il mezzo ha urtato un pilone del sottopasso, doveva scaricare allo stabilimento della New Holland

Incidente mortale sul lavoro a Jesi (Ancona) nella tarda serata di ieri: poco dopo le 22, deceduto l'autista di un autoarticolato della Mossucca Logistica e Trasporti di Melfi in provincia di Potenza, che stava trasportando componenti di trattori diretti allo stabilimento jesino della Cnh New Holland. L'uomo, 40enne, è rimasto ucciso nell'incendio del veicolo dopo aver urtato, per cause ancora da chiarire, un pilone del sottopasso ferroviario dalla linea ferroviaria Ancona - Roma in via Fontedamo. A dare l'allarme sono stati alcuni residenti che hanno sentito un forte boato provenire dal sottopasso, e quindi le grida dell'uomo rimasto imprigionato nell'abitacolo del camion.

Sul posto due squadre VVF hanno spento l'incendio e messo in sicurezza l'area dell'intervento, intervenuta anche la Polizia Stradale di Ancona, la polizia municipale di Jesi e i sanitari del 118, ma per l'autista non c'è stato nulla da fare. Il traffico ferroviario ha subito rallentamenti; chiusa anche l'uscita di Jesi Ovest della superstrada Ss 76 per evitare l'ingresso di veicoli nel sottopasso che potrebbe aver subito lesioni. Questa mattina, personale Rfi e del comune di Jesi sta effettuando verifiche al ponte. La notizia di un autotrasportatore dell'azienda Mossucca logistica e trasporti di San Nicola di Melfi rimasta vittima dell’ennesimo incidente stradale, va ad accrescere il tragico bilancio delle morti sul lavoro, mettendo in primo piano i problemi della sicurezza. Al netto delle cause al vaglio degli inquirenti, il dato drammatico è che il mondo dell'autotrasporto è un mondo poco sindacalizzato, dove la frammentarietà è l’atipicità della tipologia di lavoro rende difficile una trattativa multi-datoriale, non rendendo possibile una trattativa di secondo livello territoriale o settoriale. Nonostante un progetto della Filt Cgil per sindacalizzare un settore molto complesso, persistono difficoltà dovute spesso alla diffidenza dei lavoratori ma anche alla difficoltà di organizzare incontri collettivi, vista la particolarità della tipologia di lavoro, che spinge alla solitudine dei lavoratori e alla vita in una cabina di camion.

Serve una presa di coscienza da parte di tutti e un patto di sito delle principali aziende del settore, che ostacoli le logiche di appalti e sub appalti che abbassano il costo del lavoro lasciando come unica tutela dei lavoratori la legge 561/2006. La Filt Cgil chiede pertanto una maggiore attenzione prima di tutto delle istituzioni e della prefettura affinché vigilino sulle aziende perché le logiche del profitto non prevalgano sugli standard di sicurezza spingendo gli autisti a superare i limiti imposti dalla legge su tempi di guida e di riposo. La Filt Cgil in proposito ha più volte segnalato tale problematiche e auspica che vengano affrontate in maniera cogente per evitare che tragedie dovute all'eccesso stress degli autotrasporti possano ripetersi.