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“Se il pubblico si diverte allora puoi fare il comico”

Per l’anteprima del Festival del Cabaret di Martina Franca, mercoledì 24 agosto, arriva il lucano di Bernalda, Dino Paradiso: un dialogo tra ironia e riflessione. Attore, cabarettista, anche scrittore con il suo recente libro “Il teorema vegetariano di Pitagora”. Il sorriso migliore della Basilicata. Definito dalla critica nazionale con diverse tonalità: allegro, buffo, buffonesco, burlesco, divertente, faceto, farsesco, giocoso, scherzoso, spassoso, spiritoso, umoristico; per la gente comune è semplicemente un ragazzo dalla risata semplice e perbene.

 

Un comico che nel suo frizzo, nella sua arguzia comica mette sempre un granello pulito della sua terra, quella Basilicata piena di paradossi ma pieno di certezze. Ricorreva il 2013 quando un ragazzo lucano portava a casa la vittoria, piena di applausi, del Festival del Cabaret (nel palazzo ducale della città) con la motivazione: per la maturità scenica dimostrata, puntando su un linguaggio semplice ma efficace, facendo satira sulle contraddizioni tra modernità e tradizione. Particolare curioso che in pochi conoscono per la circostanza del voto: la giuria ritiratosi per votare non ebbe il tempo di sedersi che all’unanimità votò Dino Paradiso tra i sei concorrenti rimasti nella terza serata. Un momento rimasto storico per l’edizioni successive.

 

Poi la storica esibizione, nel 2020, in finale alla famosa trasmissione di Maria De Filippi, “Tu si que vales 2020”. Il comico che ebbe a dire: “bisogna crederci e studiare. Bisogna andare a letto pensando di essere artista e svegliarsi di esserlo”. Un lucano doc. L’essere comico lucano porta più a divertire per lavorare o lavorare per divertire: “Una cosa posso dire con certezza, un bravo comico vive dell’approvazione del pubblico; se il pubblico si diverte il comico è contento, anzi se il pubblico si diverte allora puoi fare il comico”. Con lui il pubblico si diverte sempre, allora il comico lo sa fare. Alle 21,30 a Montetullio, frazione di Martina Franca, se ne accorgeranno sin dall’inizio dell’esibizione.

Oreste Roberto Lanza