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Il comitato “Passaggio a Nord Ovest” da tempo con il desiderio forte del “ritorno a casa”

Un comitato civico per raccogliere firme per trasferirsi in Basilicata. Questo l’obiettivo di tre comuni dell’alto tirreno calabrese, Praia a Mare, Tortora e Aieta per riunirsi con i Comuni lucani confinanti, Lauria, Lagonegro, Trecchina e Maratea legati da tempo dai sapori della comune gastronomia. Il comitato “Passaggio a Nord Ovest” operativo da tempo ha raccolto molte firme e consensi con il desiderio forte del “ritorno a casa” ai tempi della preriforma del 1806.Il progetto che prevede oltra al distacco dalla Calabria, l’aggregazione dei tre comuni in un unico ente, ha bisogno di molto altro oltre ad un significativo numero di sottoscrizioni. C’è bisogno delle iniziali delibere dei vari consigli comunali, un referendum popolare, per arrivare infine ad un passaggio parlamentare in tutto come previsto dall’articolo 132 della Costituzione per aggregarsi alla regione.

“Il comitato – sottolinea Nicola Ponzi, del comitato promotore dell’iniziativa – ha colto l’esigenza del territorio, quello di rappresentare le proprie radici nella Lucania di portarle in quello che è l’alveo naturale”. Una richiesta dei tre comuni giustificata a dire degli stessi promotori, dal depotenziamento dei servizi sul territorio attuato negli ultimi anni in settori come la sanità e la giustizia, con la chiusura dell’ospedale di Praia e della sezione distaccata di Scalea del tribunale di Paola. “Per curarci – dice la vice presidente del comitato Anna Rita Praino – dobbiamo andare a Cetraro e per una causa a Paola percorrendo in media un’ora di macchina mentre ci verrebbe molto più comodo arrivare a Lagonegro che si trova a soli venti minuti”.

 

Circostanza quella del passaggio in altra regione non nuova: il “Comitato Taranto Futura” dell’avvocato Nicola Russo e Gaetano Leucci, dal gennaio 2018 raccolsero ben 16600 firme, oltre le 15 mila previste, per chiedere il passaggio della provincia di Taranto in Basilicata. Il 30 ottobre 2018 le firme furono depositate presso la segreteria della Provincia di Taranto che nel novembre 2019 dette parere negativo bloccando la richiesta di un referendum per una questione di rispetto di termini. Le volontà di diversi comuni di trasferirsi in altre regioni continua a riempire le cronache. La prima raccolta firme partì nel 2014 permettendo, al momento, soltanto a ben dieci comuni di aver cambiato regione. Dopo la riforma del titolo V della Costituzione nel 2001,nove dalle Marche all’Emilia Romagna, uno dal Veneto al Friuli Venezia Giulia. Un dato importante queste iniziative mettono in risalto: la sovranità popolare può dettare fortemente un desiderio,un’aspirazione e un giusto ritorno alla storia. Molte altre volte la volontà popolare, però, deve fare i conti sui fatti amministrative e le burocrazie ancora lontane dalla volontà di rimettere insieme identità territoriali uguali o simili. In questo caso il forte desiderio di diventare lucani.

Oreste Roberto Lanza