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L’assessore alla sanità: il problema è la carenza di personale. Parte la stagione dei concorsi

“La salute dei nostri neonati è e deve essere prioritaria in ogni situazione”. È stato il monito del presidente della Società italiana di neonatologia (Sin), Fabio Mosca, e di Vincenzo Forziati, presidente Sin delle regioni Puglia e Basilicata, intervenuti all’indomani della chiusura temporanea della Terapia Intensiva Neonatale del San Carlo di Potenza, per precisione quella di secondo livello (nati prematuri) verificatasi alcuni giorno dopo ferragosto. Il reparto si occupa di tutti i neonati fisiologici, di tutti i neonati prematuri e di tutte le patologie riguardanti i nati entro il primo mese di vita. Esegue le attività di Terapia intensiva neonatale, il follow-up del neonato a rischio ed è centro di riferimento regionale per la terapia intensiva e per l’ipotiroidismo congenito. Da ieri pare che il reparto stia tornando alle proprie normali funzioni visto il rientro di due dei cinque medici (sette in totale) dalle ferie che assicureranno l’intervento sulle emergenze. “Se oggi nasce un bambino a rischio – sottolinea Rocco Luigi Leone, assessore regionale alla sanità – il neonato non ha bisogno di essere trasferito perché c’è il medico che può sopperire all’urgenza”. Il problema rimane, in attesa dell’arrivo del nuovo primario pisticcese Antonio Sisto previsto per il 15 settembre.

L’assessore regionale alla sanità Leone da tempo è impegnato nella risoluzione definitivo del problema.
“Stiamo lavorando su una commissione d’inchiesta – precisa subito Leone, raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione – per verificare come mai 6 medici su sette si sono messi in malattia creando delle disfunzioni a un importante servizio pubblico. Poi l’arrivo del nuovo primario dovrebbe portare un po' di serenità al reparto. Abbiamo, lo scorso 7 luglio, pubblicato il bando per nuovi medici registrando giornalmente l’arrivo di tante domande”.
In ogni caso l’arrivo di un nuovo primario e il ritorno dalle ferie o da malattia dei medici preposti al servizio non possono chiudere una vicenda che soprattutto nel periodo estivo porta molti disagi alla comunità.
C’è da fare qualcosa in più. “Queste situazioni – continua Leone– si creano per diverse ragioni: per l’assenza di un responsabile effettivo e per carenza di personale. Con l’apertura della stagione dei concorsi questi problemi probabilmente non si verificheranno più perché, saranno coperti i posti necessari per far funzionare il singolo reparto. In particolare, il reparto di Terapia Intensiva Neonatale che lavora, con molta pressione, sui grandi prematuri, neonati a rischio che hanno bisogno di continua assistenza, con l’arrivo di nuovi operatori non avrà più il disagio manifestato in questo periodo. Il problema vero, in questo momento, per questo reparto, come psichiatria a Matera, è legato soltanto alla carenza del personale. In passato non vi è stata una programmazione seria. Quando i medici erano presenti si assumevano lentamente, per non dire altro”.
Aperta la stagione dei concorsi, in breve tempo i reparti saranno completati. Questo non significa che la sanità non vada riformata. “Certo il sistema sanitario lucano – aggiunge Rocco Luigi Leone- va completamente cambiato riformando la legge regionale del 12 gennaio 2017, la numero 2. L’idea è quella di decentrare il sistema sanitario. Nelle periferie si devono risolvere i piccoli casi, le grandi strutture, come il San Carlo di Potenza, devono diventare luoghi di specializzazione di secondo livello dove intervenire su grandi casi. Ci vuole tempo ma stiamo cambiando la sanità lucana”.

 

Oreste Roberto Lanza