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Sono soltanto 914 le domande accolte con una media di 20 mila euro erogati ai beneficiari

È passato oltre un mese (8 aprile 2020) da quando il decreto liquidità è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (numero 23). Un provvedimento varato dal Governo per favorire la ripartenza del sistema produttivo italiano, una volta superata l’emergenza sanitaria causata dal covid-19, garantendo il 100 per cento i prestiti di importo non superiore al 25% dei ricavi fino a un massimo di 25.000 per micro, piccole e medie imprese, gli artigiani e i lavoratori autonomi. In questo caso le banche potranno erogare i prestiti senza attendere il via libera del Fondo di Garanzia. In Basilicata i dati evidenziano che le pratiche concluse, fino al 9 maggio, sono state ben 914, oltre il 3 per cento delle 35 mila imprese presenti sul territorio lucano. In particolare risultano ben 535 quelle accolte nella sola provincia di Potenza per un totale di 10.877.315 euro mentre quelle in provincia di Matera sono di 379 per un totale di euro 7.765.935.

La media erogata del prestito si aggira intorno ai 20 mila euro. Il provvedimento governativo prevede che le piccole aziende possono chiedere e ottenere dal fondo di garanzia, con l’avallo dello Stato, una somma pari al 25 per cento dei ricavi del 2019 e comunque non oltre i 25 mila euro messi a disposizione. Non tutto appare così veloce nell’erogazione e nell’accoglimento delle domande che al momento appaiono con percentuali minime. Stante anche il fatto che la norma governativa preveda che le risorse finanziarie siano concessi senza che venga effettuata una valutazione del merito di credito. A questo si aggiunge il fatto che in una comunicazione dello scorso 28 aprile, l’ABI, l’associazione bancaria italiana, chiariva che il finanziamento di importo fino a 25 mila euro prevede obbligatoriamente un periodo di preammortamento di 24 mesi dalla data di erogazione del prestito. In termini pratici significa che per i primi 24 mesi,dal momento in cui viene erogato il prestito, l’impresa, restituisce solo la quota di interesse mentre la restituzione del capitale viene fatto dalla venticinquesima rata in poi. Un prestito che dovrebbe essere adempiuto rapidamente ma che ancora si scontra con vecchie regole creditizie che, pare, verranno risolte dal prossimo “decreto rilancio” in cantiere da parte del governo Conte. Questa l’opinione del segretario dell’ABI Lucana, Francesco Mancini.

 

Oreste Roberto Lanza