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Le intercettazioni riguardano l'operazione Petrol mafie che ha portato all'arresto della "regina del petrolio"

“In relazione a un'intercettazione nella quale vengo citato, ci tengo a precisare che non ho mai conosciuto, cenato e parlato con la signora Anna Bettozzi, assurta recentemente agli onori delle cronache."

 

Il nome del presidente della Regione Basilicata è venuto fuori da un'intercettazione effettuata nell'ambibto dell'ichiesta su mafia e petrolio che ha portato all'esecuzione di ben 71 misure di restrizione cautelare a persone accusate di associazione di tipo mafioso, riciclaggio e frode fiscale di prodotti petroliferi, a sequestri per i miliardo di euro e all'arresto della stessa Bettozzi, "la regina del petrolio", a cui il marito defunto Sergio Di Cesare ha lasciato un patrimonio in oro nero.

Bardi, però, prende subito le distanze dal petrol gate oggetto di accertamenti da parte di ben quattro procure antimafia che sono quelle di Catanzaro, Reggio Calabria, Napoli e Roma.

"Non conosco, nè ho mai cenato con gli altri protagonisti dell'intercettazione, che parlano di una cena che - come sottolineano lateralmente anche gli organi di stampa - non ha riscontro nelle indagini, al punto che non sono mai stato neanche interpellato, data la vaghezza dell'intercettazione stessa, derubricabile a millanteria. Auspico che la Magistratura faccia il proprio compito e che non si dia risalto a intercettazioni senza rilievo penale e prive di riscontri da parte degli inquirenti. Non ho nulla da nascondere e forse questo crea disorientamento in alcuni soggetti”.