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L’industria videoludica ha ormai raggiunto una posizione di leadership nel campo dell’intrattenimento 2.0

Sorti come fenomeni di nicchia, eSports e videogiochi stanno conquistando il mondo, registrando un’accelerazione record nel 2020 grazie all’isolamento domestico forzato a causa delle restrizioni anti-covid. Secondo il report Gaming & Esports a cura di Cross Border Growth Capital, il comparto dei giochi elettronici ha generato un giro d’affari nel 2020 di 175 miliardi a livello globale, grazie a una platea di appassionati di 2,7 miliardi di persone in tutto il mondo. L’industria videoludica ha ormai raggiunto una posizione di leadership nel campo dell’intrattenimento 2.0, in grado di superare servizi come lo streaming audio e video. Soltanto in Europa sono 386 milioni i gamers, un primato battuto appena dall’Asia con 1,5 miliardi di giocatori. In grande aumento sono i servizi premium, proposti soprattutto tramite abbonamento, con le iscrizioni alle piattaforme di gioco che ormai hanno passato quelle convenzionali a servizi come la Pay TV. Un incremento sensibile è stato registrato anche per il gioco online, con ricavi nel 2020 per oltre 74 miliardi e una crescita di quasi il 14% rispetto al 2019. Tra le piattaforme più gettonate per la divulgazione di contenuti videoludici ci sono Twitch e YouTube, con la prima che vanta oltre 140 milioni di utenti iscritti e la seconda più di 40 milioni di canali a tema gaming. Tra i giochi i più apprezzati ci sono invece Pokémon Go, Clash Royale, PUBG Mobile, Among US, League of Legends e Fortnite.

 

eSports: Crescono le competizioni di gaming.

Sebbene rispetto all’intero mercato del gioco gli eSports rappresentino ancora una parte ridotta, è innegabile il successo del gaming competitivo negli ultimi anni. D’altronde molte aziende sono entrate in questo business, tra cui alcuni operatori ADM come Starcasino e molte società sportive, come i club calcistici più blasonati come Roma, Juventus e Inter in Italia, oppure Real Madrid, Arsenal e Paris Saint-Germain in Europa. Secondo Cross Border Growth Capital, nel 2020 il comparto ha messo a segno ricavi per circa 1 miliardo, appena una frazione dell’immenso giro d’affari che ruota attorno al gaming. Tuttavia è un traguardo importante, considerando che si tratta di un settore nuovo, infatti è da appena un paio d’anni che gli eSports sono riusciti a conquistare una certa notorietà. Le previsioni indicano una possibile crescita nei prossimi anni, per arrivare entro il 2024 a 1,6 miliardi, ad ogni modo la visibilità degli sport elettronici competitivi sta aumentando ogni anno in modo significativo. Per il 2021 sono stimati incassi pubblicitari per oltre 641 milioni di dollari, in crescita rispetto a 584 milioni del 2020, con tantissime imprese che stanno incrementando gli investimenti promozionali nel settore degli eSports. L’aspetto principale è l’enorme bacino d’utenza di persone che seguono questi incontri, basta pensare alla competizione di League of Legends, in grado di superare la copertura del Super Bowl, con 100 milioni di spettatori contro i 98 milioni della finalissima di football americano. Un fattore da non trascurare è il target degli eSports, ovvero i Millennials e la Generazione Z, due gruppi molto ambiti dalle aziende e difficili da raggiungere con i contenuti pubblicitari veicolati attraverso i canali tradizionali. Anche le piattaforme social e internet non offrono lo stesso engagement ottenibile con gli over 40, perciò il gaming professionale può costituire una soluzione efficace per la promozione aziendale, motivo che sta spingendo molte società ad aumentare la spesa pubblicitaria nel mondo eSports.

Le società sportive investono nel settore degli eSports

Da due o tre anni molte società sportive hanno iniziato a investire in modo considerevole negli eSports, creando dei veri e propri team ufficiali per partecipare a tornei e competizioni. Dal basket al calcio fino al football americano, ormai tutti i club più importanti del mondo sono impegnati sia nello sport fisico sia in quello virtuale. Il comparto d’altronde offre importanti opportunità, soprattutto considerando il calo dei ricavi provenienti dalla biglietteria e i bilanci spesso non ottimali delle squadre. Intanto, c’è anche chi prevede un possibile riconoscimento per gli eSports come disciplina sportiva, specialmente dopo la nascita di veri campionati ufficiali con tanto di federazioni, come la e Serie A TIM con playoff e partite giocate su Playstation. Un primo passo da parte del CONI c’è stato, sulla spinta di alcune organizzazioni come la Federazione Italiana E-Sports e la Federazione Italiana Discipline Elettroniche (FIDE), tuttavia pesa ancora la mancanza di norme certe e un inquadramento specifico per i pro-player.

 


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