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Mancanza di risorse economiche che non consentono il normale prosieguo delle attività lavorative

Venerdi scorso si è tenuta una partecipatissima assemblea dei lavoratori dell’Agenzia ALSIA. Si tratta di quei lavoratori che, con una disposizione contenuta nella legge n. 41 del 22 dicembre 2020, sono stati trasferiti dal ruolo univo regionale, ove erano confluiti nel 2015, presso l’Agenzia ALSIA, cui erano solo funzionalmente assegnati. Una scelta fortemente contestata dalle organizzazioni sindacali che da subito hanno evidenziato che la previsione, dentro una disposizione tesa a disciplinare l’autonomia organizzativa dell’agenzia, di un trasferimento di questi lavoratori non era adeguatamente supportata da idonee garanzie sia per i lavoratori stessi che per il funzionamento ordinario dell’agenzia, tantomeno per il suo ventilato rilancio.


I timori espressi hanno trovato conferma nelle previsioni della legge di bilancio nella quale sono stati stanziati per l’ALSIA 5.000.000,00 euro. Una somma assolutamente insufficiente atteso che il solo costo del personale ammonta a circa 5.700.000,00 euro. Ci chiediamo, quindi, con quali risorse si intende garantire i costi di funzionamento dell’Agenzia e soprattutto come si pensa di rilanciarla nella sua mission senza le coperture economiche necessarie. Questi gli interrogativi che si pongono i lavoratori e che hanno caratterizzato una animata discussione al termine della quale l’assemblea ha deciso di proclamare lo stato di agitazione. Servono certezze e garanzie per il futuro e se non ce ne sono, come i fatti sembrano dimostrare, la Regione Basilicata ha la responsabilità di rivedere le sue scelte. Per questo chiediamo al presidente Vito Bardi, all’assessore alle Politiche agricole Francesco Fanelli e al direttore Crescenzi la convocazione di un incontro urgente per fare chiarezza ed affrontare in modo compiuto questa vertenza.

 

I Segretari Generali FPCGIL CISL FP UIL FPL Basilicata
Scarano, Bollettino, Guglielmi.


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