La dirigente va giù pesante. “Non governiamo più a Potenza, Avigliano, Melfi, Matera e Policoro”

Se Cassandra, nella mitologia greca, sapeva predire il futuro, per vedere e comprendere le vicende del Pd Basilicata, a volte, basterebbe solo ascoltare qualche buon politico, o con intuito o con esperienza. Il 17.05 scorso avevo teso una mano al Segretario del Pd Basilicata, per provare a costituire un esecutivo attorno alla sua persona, al fine di risollevare tutti insieme la nostra forza politica incancrenita dalle famigerate battaglie interne. Ora non voglio certo paragonarmi a Cassandra, ma attorno alle mie posizioni si poteva costruire una formula diversa per il nostro partito. In tanti mi hanno contatta ed incitata a testimoniare questo dissenso. Abbiamo bisogno di valide scelte propositive e costruttive, almeno sul piano della coerenza del progetto. Dobbiamo saper costruire un’idea di futuro, che non sia perennemente contradditoria e/o confusa. Un esecutivo di supporto al segretario ancora non c’è e abbiamo perso Policoro, secondo comune in provincia di Matera. Non governiamo più a Potenza, ad Avigliano, a Melfi e a Matera. Partiamo da due sostantivi: il rinnovamento e il cambiamento. Sul primo, non insisterei, perché noi oggi abbiamo un segretario anagraficamente giovane e se questo è avvenuto è perché una parte della classe dirigente del nostro partito, sia i nostri parlamentari che i consiglieri regionali, hanno favorito nuovi spazi. Sul secondo aspetto avrei da esplicitare con maggiore dettaglio.

Il cambiamento presuppone la costituzione di politiche inclusive e intergenerazionali. Politiche che stanno mancando nel corso di questo mandato da segretario regionale. Se è vero che sono ancora pochi i mesi da quando abbiamo un nuovo segretario, è pur vero che questo periodo è coinciso con il rinnovo di ben 23 comuni, con la perdita della presidenza della Provincia e in ultimo sono stati convocati dall’assemblea regionale i due congressi provinciali. Dopo l’ultima Direzione avevamo chiesto al nostro segretario, uscito da quella riunione senza più una maggioranza, di rendere il nostro partito partecipativo e rappresentativo delle diverse anime, costituendo una segreteria di persone scelte dallo stesso segretario. Quest’ultimo aveva riferito di tutte le sue difficoltà nel saper gestire il partito nelle sue complesse articolazioni, per mancanza di personale, finanziamenti e aiuti vari. Il caso resta sempre quello di Policoro, dove l’esperienza di Enrico Mascia non è stata raccolta, neanche dall’aggregazione centrista e riformista costruita attorno a Lopatriello. La divisione fra queste due esperienze riformiste ha favorito la destra di Fratelli d’Italia, interpretata dal consigliere Leone. Il PD Basilicata ha perso e non abbiamo bisogno di un segretario che sia solo un commentatore a bordo campo.

I dati delle elezioni a livello nazionale sono su tutti i giornali. Abbiamo bisogno di qualcuno che ci guidi alle elezioni. Che si occupi dei dati regionali e non nazionali. Che sappia vincere e riprendersi tutto quello che è stato perso. A volte basterebbe solo saper copiare, vedi Verona e Catanzaro. Dove da un lato è stato scelto un outsider e dall’altro un docente che sta costruendo il suo cambiamento da tempo. Per poter trovare le soluzioni, bisogna capire la verità effettuale dei fatti, come Machiavelli suggerisce di fare al buon politico. Il segretario non vuole ascoltare la sottoscritta, anche se dirigente Pd, solo perché sta parlando una donna? Il segretario ha almeno provato a favorire la guida delle nostre comunità ai giovani della sua generazione con capacità, visioni e competenze? Abbiamo proposto come partito su 23 comuni almeno un candidato sindaco con meno di 40anni? Ai miei lettori l’ardua sentenza. Tentiamo almeno di essere presenti in campo. Convochiamo subito la Direzione regionale. Insediamo immediatamente un itergruppo di coalizione per scrivere il programma, incominciando a presentarlo in autunno in ogni zona omogenea della regione. Apriamoci al confronto con la gente. Da oggi deve essere tutto finalizzato alle elezioni regionali e politiche. Bisogna aprire la campagna elettorale regionale. La gente ha bisogno di politici, non di giornalisti/commentatori.