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Stoccata a Pittella, "Nel Pd si resta anche se non si è candidati. Questo partito non è un autobus"

«Detassazione e decontribuzione per incoraggiare le imprese ad assumere, fondi Pnrr per infrastrutture, digitale, sostenibilità, 300.000 giovani laureati da assumere nella Pa». E' questo lo slogan elettorale del segretario nazionale del PD Enrico Letta, che ieri mattina è stato in visita in Basilicata ed ha raggiunto il Grande Albergo a Potenza per un incontro con candidati a Camera e Senato del Partito Democratico in vista delle prossime elezioni politiche del 25 settembre. “Noi puntiamo a una rimonta che passa dal Mezzogiorno: ci sono tanti elementi che ce lo dicono. Io ho deciso di concentrare tutta l’ultima parte della campagna elettorale sul Mezzogiorno”. Sul caso La Regina, che ha ritirato la sua candidatura per queste elezioni politiche, Lette ha dichiarato: “Ho molto apprezzato il modo con il quale, con grandissimo senso di servizio al partito, Raffaele La Regina ha deciso di gestire questa vicenda per evitare che ci fossero strumentalizzazioni. La Regina gode di tutta la mia fiducia: sono qui per ribadirlo”.

 

Sulla scelta di Pittella di uscire dal PD dopo la mancata candidatura e di candidarsi con la lista di Calenda il segretario del Pd ha dichiarato: “Nel Pd si sta che si sia candidati o che non si sia candidati: questo è il modo con cui non intendiamo la politica”. Poi una stoccata anche per suo fratello Gianni Pittella, anche lui uscito dal PD: “Non c’è altro da aggiungere a chi considera il Partito democratico come un autobus, dove si fa politica soltanto quando si viene candidati» Se vince il centrodestra cosa accadrà in Italia. Questa la previsione di Letta: “Io temo che se vincessero loro, la pacchia finirebbe per il nostro Paese, per tante cose. Il voto del 25 settembre non ha sfumature: o da una parte o dall’altra. I 219 miliardi di euro di soldi europei è qualcosa che non si è mai visto nella storia italiana e sono soldi europei che dobbiamo usare bene».

 

A Meloni e Salvini “dico che anche Putin ha vinto le elezioni. Non voglio esagerare, perché poi vengo strumentalizzato, ma – ha proseguito – nella storia ci sono stati tanti che hanno cominciato ad andare al potere vincendo le elezioni. Il tema di fondo è che la democrazia, la costituzione democratica è fatta di regole con cui si vincono le elezioni e di regole con cui lo Stato di diritto funziona». Sulla conferenza di Mario Draghi il segretario ha commentato così: “Non ne ha sbagliata una: dai pupazzi a tutte le altre cose che ha affrontato. C’è l’idea di un’Italia che deve essere affidabile e seria. Nel nostro Paese oggi c’è un’unica proposta che rappresenta per tutti gli italiani una prospettiva che sia sicura rispetto a questo mare in tempesta: è la nostra, che non cambierà se Putin farà una cosa o ne farà un’altra».