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Non ci appassioniamo ai numeri, ma al buon vento che c’è e alla grande voglia di partecipazione che si avverte

Lo definiscono ancora un condottiero, per alcuni è il solito gladiatore, altri ancora un politico che sa fare il suo mestiere senza dimenticare che è un lucano che conosce molto bene la sua terra e il proprio territorio. Ex Presidente della Giunta regionale di Basilicata, attuale consigliere regionale, Marcello Pittella è tornato a fare politica attiva nella sua piazza fisica, quella su cui si discute del reale senza se e senza ma. A dicembre 2021 la notizia della sua assoluzione nel processo di primo grado per la cosiddetta "Sanitopoli lucana" a Matera, poi la decisione di aderire al Terzo Polo di Renzi e Calenda con l’obiettivo di costruire un polo moderato all’interno di una coalizione di centrosinistra nuova e moderna al passo con i tempi. Ma la sua scesa in campo è stata dettata dalle scelte non condivise del suo ex Partito Democratico. Tra un comizio e un altro una breve chiacchierata.
Qualche giorno fa nella sua Lauria lei ha detto: “questa tornata elettorale più che una competizione all’elezione al Senato per me è fondamentale per la dignità della politica. Ancora una volta una sfida per la libertà e la giustizia della Basilicata”. Dignità e verità quale valore viene prima per ricostruire un giusto modo di fare politica?
Credo che siano collegate. Quale dignità ci può essere nei sotterfugi e negli accomodamenti? Nelle mistificazioni della realtà? Non sono certamente un novizio della politica e conosco dinamiche e processi che hanno bisogno anche di un tempo lungo di sedimentazione. Ed è proprio per questa ragione che ritengo che quando si cancellano storia, territori, principi di garantismo e giustizia, a scapito di scelte lampo, che non si basano su alcun ragionamento politico, allora la verità sia più forte ed abbia necessità di essere gridata. E penso che questi meccanismi siano stati logoranti di fronte all’opinione pubblica che invece ha bisogno di ritrovarsi in programmi e in proposte ma anche in sentimenti di solidarietà umana e politica.

Pittella e la Basilicata, sembra un connubio forte e radicato. Dietro l’angolo, però, ci sono speranze disattese dalla politica del passato. Questa sua scesa nella piazza cosa vuol essere un riscatto personale o in verità riscatto per la terra di Lucania.
Credo che la Basilicata meriti di più di pressapochismo, inconcludenza e sufficienza di chi oggi guida la regione. C’è un dato evidente nelle tante criticità che negli ultimi anni sono state prodotte, così come nei tanti capitoli che noi avevamo aperto e che sono stati di colpo azzerati per un “piglio” polemico – si può dire? nei confronti del governo precedente. E questo non è onesto intellettualmente ma soprattutto ingiusto per la Regione. Poi, sicuramente anche noi avremmo potuto fare di più e meglio, ma mai abbiamo rinunciato a programmare le policy di sviluppo regionale e mai abbiamo rinunciato a trattare ogni situazione con il massimo dell’impegno. Quindi penso che serva un riscatto della gente, e se passa attraverso di me, che pure ho subito ingiustamente in questi anni, ne sono onorato.

La sua elezione sembra legata al numero 12 la percentuale che a conti fatti la farebbe sedere sullo scranno del Senato. Qualcuno dice che la lotta con De Filippo potrebbe favorire i 5 Stelle ma per altri conta la piazza che sembra un valore aggiunto per lei. È proprio così?
Non ci appassioniamo ai numeri, ma al buon vento che c’è e alla grande voglia di partecipazione che si avverte. Noi siamo per un voto in più dato alla nostra squadra.
Facciamo che l’ultimo pensiero arrivi da un cittadino ipotetico della piazza che le chiede: la prima cosa che farà per la Basilicata se non verrà eletto.
Mi aspettavo che mi chiedesse la prima cosa che farò per la Basilicata da eletto, in realtà. Pensa davvero che eleggere la metà dei senatori in Basilicata, non lucani, parlo di Salvini, Casellati, Di Maio, Amendola o Turco, sia un bene per i cittadini? Pensa davvero che loro si occuperanno della Basilicata, sul serio? Io non credo. Ecco per ora, lasciamo che i cittadini riflettano su questo.

 

Oreste Roberto Lanza