Bennardi (M5S) sui 30 mila euro a Jovanotti: manca un strategia e un assessorato regionale al turismo

La vicenda dei 30 mila euro destinati dall’APT Basilicata alla promozione del passaggio di Jovanotti a Matera andrebbe analizzata in modo più ampio e organico, allargando la riflessione.
Il problema non è Jovanotti e nemmeno i 30 mila euro. Se un artista seguito da milioni di persone attraversa Matera e racconta la Basilicata, è certamente un’opportunità di visibilità. La vera domanda è un’altra: quale strategia costruiamo intorno a questa visibilità e, soprattutto, quale visione politica guida le scelte di promozione turistica e culturale della nostra Regione?
Mentre Jovanotti passava da Matera, in Puglia, ad Altamura, ha raccontato il Pane di Altamura e le eccellenze del territorio. Non è una gara tra Basilicata e Puglia, ma un esempio che dovrebbe farci riflettere: una Regione non dovrebbe limitarsi a intercettare un’occasione, dovrebbe essere capace di costruirla e trasformarla in un progetto territoriale.
L’APT ha un ruolo tecnico e operativo fondamentale e deve essere messa nelle condizioni di lavorare bene. Ma la programmazione e l’indirizzo strategico spettano alla politica regionale, mentre all’APT deve competere l’attuazione tecnica e operativa di quella visione.
Oggi, però, il presidente Bardi mantiene direttamente le deleghe a Cultura, Spettacolo e Turismo. È una scelta legittima, ma credo sia arrivato il momento di chiedersi se sia ancora adeguata alle ambizioni che dovrebbe avere la Basilicata.
Basta guardare cosa accade nelle altre Regioni. Toscana, Lazio e Campania hanno responsabilità politiche dedicate a Turismo e Cultura; in Umbria il Turismo dialoga direttamente con agricoltura, montagna e aree interne; la Puglia ha una responsabilità specifica sul Turismo e sulla Promozione, comprendendo turismo culturale e rurale, turismo lento, cammini, sostenibilità ed eventi strategici. Anche in Calabria il Turismo ha una responsabilità politica dedicata.
Non significa che esista un modello unico da copiare, ma dimostra una cosa: sempre più Regioni considerano cultura e turismo vere politiche di sviluppo, non semplicemente attività di promozione.
Per questo torno a proporre che la Basilicata si doti di una responsabilità politica dedicata alla Cultura e al Turismo, eventualmente anche con due assessorati distinti, e soprattutto di un vero Piano strategico pluriennale che metta insieme cultura, turismo, paesaggio, produzioni locali e sviluppo economico.
Dobbiamo investire sul turismo lento e rurale, sui cammini, sui borghi e sulle aree interne; sulle residenze artistiche capaci di portare creativi e produzioni culturali nei territori più fragili; sulla residenzialità temporanea per smart worker, professionisti e artisti; sulla cultura come industria capace di generare lavoro e nuove imprese.
E dobbiamo imparare a valutare ogni investimento pubblico non soltanto in visualizzazioni, ma in presenze, permanenza, destagionalizzazione, occupazione e ricadute economiche.
Anche il caso Jovanotti, allora, può diventare un’occasione. Non chiediamoci soltanto se 30 mila euro siano tanti o pochi: chiediamoci cosa avremmo potuto costruire intorno a quella presenza e cosa possiamo costruire in futuro. Un grande evento musicale nella Piana di Metaponto, alla Cava del Sole o in un altro luogo simbolico della Basilicata, collegato al territorio, alla cultura, alla mobilità sostenibile e alle nostre eccellenze, avrebbe una logica completamente diversa.
Il salto di qualità è proprio questo: passare dalla promozione dell’occasione alla costruzione dell’occasione. Da una scelta occasionale alla definizione di una strategia condivisa con i territori lucani.
Non è una battaglia contro Jovanotti e nemmeno contro l’APT, che deve continuare a svolgere il proprio ruolo tecnico. È una richiesta alla politica regionale: indicare finalmente una direzione.
La Basilicata ha Matera, i borghi, le aree interne, i parchi, le coste, i cammini, il patrimonio culturale, le produzioni agricole e artigianali. Ha tutti gli elementi per costruire una delle più interessanti economie culturali e turistiche del Mezzogiorno.

Quello che ancora manca è una visione politica complessiva. È tempo che la Basilicata se ne doti.

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