Caro carburanti, lo Stato riconosca il contributo della Basilicata al bilancio energetico. Via le accise per i lucani

E il caro carburanti non pesa soltanto quando facciamo il pieno. Si trasferisce sui trasporti, sulle merci, sugli alimenti, sui servizi e sui costi delle imprese, riducendo ogni giorno di più il potere d’acquisto delle famiglie. Per questo rilanciamo la proposta contenuta nella mozione presentata da Basilicata Casa Comune di istituire una Zona Franca Energetica e riconoscere alla Basilicata, principale regione produttrice di petrolio, una fiscalità dedicata, integrativa rispetto alle agevolazioni della ZES.

La nostra proposta è molto chiara: lo Stato rinunci alle accise sui carburanti acquistati in Basilicata dai lucani, individuando le necessarie coperture anche attraverso la tassazione degli extraprofitti delle compagnie energetiche. Non chiediamo qualche milione in più di royalties o nuove compensazioni. E non vogliamo tornare alle card carburante o ai bonus una tantum. Chiediamo una misura strutturale, capace di compensare anche gli svantaggi di una regione fatta in larghissima parte di aree interne, dove l’automobile è spesso indispensabile per lavorare, studiare, curarsi e accedere ai servizi. Il Presidente Bardi apra una vertenza con il Governo Meloni. Se la Basilicata dà al Paese oltre l’80% del petrolio estratto in Italia, è arrivato il momento che lo Stato restituisca ai lucani una parte di questo valore. Su questa battaglia il Governo regionale deve recuperare autorevolezza e pretendere una risposta concreta dal Governo Meloni.

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