Il sindaco di Senise sull’area programma: la resa dei conti

SENISE – Non ha tradito le aspettative il discorso che il sindaco di Senise Giuseppe Castronuovo ha tenuto in piazza ieri l’altro, supportato dalle immagini video estratte delle varie riunioni tenutesi a Latronico nei mesi scorsi. Tema del contendere è stato l’assetto dei vertici che i sindaci dei 26 comuni hanno dato all’organigramma della neonata Area Programma del Senisese-Lagonegrese. Si sapeva da tempo che del nuovo organismo Senise rivendicava la sede di comune capofila. Ma le cose sono andate in modo diverso, e tutte contrarie al più grande centro del medio Sinni. Presidente Domenico Carlomagno, ex commissario della Comunità Montana del Lagonegrese,

vicepresidente Franco Cupparo, sindaco di Francavilla Sul Sinni e unico rappresentante Pdl, sede del consiglio il comune di Lauria, e dulcis in fundo comune capofila Teana. È stata quest’ultima scelta a mandare su tutte le furie il primo cittadino di Senise che per quanto accaduto ha puntato l’indice su mezza Basilicata. Primi registi della sconfitta delle battaglia di Senise sono, secondo il suo dire, Sandro Berardone, Nicola Trupa e Andrea Virgallita, contro il quale sono stati puntati i dardi più infuocati della sua ira. Segretario Pd della sezione di Senise e, secondo Castronuovo, gran congiurato contro la candidatura di Senise a comune capofila, Virgallita e l’intera sezione del Pd di Senise, avrebbero “intentato un vero e proprio processo alla mia persona –ha detto il primo cittadino- solo perché ho riproposto la mia candidatura a sindaco”. Una faida interna al Pd di Senise, insomma, circa la quale, ha detto Castronuovo affondando i colpi, “il governo regionale si è comportato come Ponzio Pilato, se n’è lavate le mani”. Ripercorrendo la storia dei suoi interventi alle varie riunioni, con l’aiuto di documenti filmati, il sindaco ha dimostrato che “ho sempre cercato solo ed esclusivamente l’interesse della mia popolazione, rifiutando la vicepresidenza che mi era stata offerta e portando sul tavolo tutto il peso dei 7 mila 500 abitanti di Senise”. Nel discorso di Castronuovo ce n’è stato per tutti. Per i consiglieri regionali del Pd, “che ho atteso nella sede della giunta e ho preso a male parole quando mi sono accorto cosa stava succedendo”, ha raccontato. Per il segretario regionale del Pd Speranza, “al quale ho detto con chiarezza che si stava consumando un atto ignobile per Senise”. Per il Pdl, reo di “essere connivente con gli accordi presi a livello regionale”. Per i sindaci dell’area programma che, tra contatti informali e riunioni in pizzeria, “prima mi hanno telefonato per dirmi che avrebbero sostenuto la candidatura di Senise a capofila e poi hanno votato in modo contrario”. Allora, si è chiesto sospettoso davanti alla piazza affollata, “chi ha spinto i sindaci a modificare la propria opinione?” La risposta sta nelle note conclusive di una serata che rimarrà certamente tra le più nere della storia del centrosinistra di questo paese e di questa area. “Alla sezione Pd di Senise dico: chiedete le dimissioni del segretario Andrea Virgallita”, ha tuonato. Al Pd regionale va un avvertimento secco: “state fuori dalla vicenda amministrativa di Senise”. E così, a cinque anni dall’insediamento dell’amministrazione Castronuovo, quello che doveva essere un resoconto si è trasformato in una drammatica resa dei conti.

Francesco Addolorato

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