Trafugata la statua della Madonna dell’Assunta

FRANCAVILLA IN SINNI – “Siamo tutti profondamente amareggiati per quanto accaduto, si tratta di un gesto sacrilego mai verificatosi prima nella nostra comunità. Ci auguriamo pertanto, che gli inquirenti possano ritrovarla al più presto, restituendola al culto dei numerosi fedeli”. Così don Francesco Lacanna, parroco di Francavilla in Sinni, mentre, abbastanza concitato, riferisce a Basilicatanotizie l’episodio avvenuto proprio ieri nella cittadina sinnica. Audaci ignoti, infatti, con la complicità delle tenebre, si sono intrufolati nella cappella dell’Assunta situata in località San Biase, a circa sei chilometri dal centro abitato, trafugando la statua in cartapesta della Madonnina del 700 da poco restaurata,

impossessandosi anche del tabernacolo delle ostie, tralasciando però, i due angioletti di gesso situati ai piedi della Vergine Santissima la cui venerazione da parte dei francavillesi, affonda le radici nel passato. Ad accorgersi del furto nella mattinata, è stato un muratore residente in zona, il quale si è insospettito notando che il portone della cappella era spalancato. Subito dopo ha dato l’allarme telefonando al sindaco Francesco Cupparo, il quale ha poi informato don Francesco ed i Carabinieri della stazione di Francavilla che si sono recati sul posto congiuntamente ai colleghi del Nucleo Operativo di Senise per effettuare tutti gli accertamenti del caso. “Si tratta di un episodio gravissimo che lascia tutti sconcertati e come tale va condannato- è stato il commento espresso dal primo cittadino – infatti, oltre a destare preoccupazione generale, rappresenta una vera e propria offesa per la comunità francavillese che per la Madonna dell’Assunta nutre una devozione a dir poco secolare”. I furti d’oggetti sacri, d’antiquariato in generale e opere d’arte, sono comunque un fenomeno abbastanza diffuso anche nella nostra regione e solitamente non avvengono mai per caso. Spesso. infatti, sono eseguiti, su commissione, ordinati da commercianti senza scrupoli. Oppure vengono compiuti da bande specializzata per alimentare il traffico internazionale degli oggetti sacri e dei pezzi d’artigianato che finiscono per abbellire ville e lussuose dimore dei soliti insospettabili. L’illecito volume d’affari tocca somme da capogiro. Si parla di decine di milioni d’euro ogni anno. Fortunatamente il corpo speciale dell’Arma per la tutela del patrimonio artistico, stando alle statistiche rese note ogni anno, riesce a recuperarne una quantità consistente.

Egidia Bevilacqua

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