CHIAROMONTE – Il Consiglio Comunale di Chiaromonte nella seduta del 27 marzo scorso, in ossequio a quanto previsto dalla Legge Regionale 29 gennaio 2010, n. 8, con la quale veniva istituito l’Osservatorio Scientifico Regionale “Edward C. Banfield” per la salvaguardia del patrimonio etno-antropologico della Basilicata e lo studio delle trasformazioni sociali ed economiche dell’ultimo Novecento, ha provveduto alla nomina degli esperti scientifici che dovranno far parte dello stesso. Con tale atto si chiude l’iter amministrativo per la formazione dell’Osservatorio che risulta così costituito: il Presidente della Giunta Regionale; l’Assessore Provinciale con delega all’Università ed Enti di Ricerca, Francesco Pietrantuono, delegato dal Presidente della Provincia di Potenza; il Sindaco del Comune di Chiaromonte; il Professor Ferdinando Mirizzi, docente di discipline demo etno antropologiche della Facoltà di Lettere e Filosofia, delegato dal Rettore dell’Università degli Studi della Basilicata.
Per quanto riguarda il comitato scientifico è stato composto dalla dottoressa Antonella Abete, la dottoressa Annalisa Percoco, il dottor Nicola D’Agostino e il professor Francesco Elefante. Il sociologo Edward C. Banfiel, (1916 – 1999) ricordiamolo è stato a metà degli anni ’50 a Chiaromonte, dove è nato l’ambiente e l’oggetto di studio della sua tesi “il familismo amorale”. Le tesi sviluppate nel libro, pubblicato in America e poco dopo in Italia nel 1958, gli hanno dato ampia notorietà. Chiaromonte è così entrato negli annali delle scienze sociali con il nome di “Montegrano”. «Si esprime vivo compiacimento e soddisfazione – si legge nella nota del primo cittadino Antonio Vozzi , – per l’alto profilo dei componenti dell’Osservatorio il cui lavoro potrà rappresentare un importante momento di sintesi sui valori dell’identità regionale e dell’intero mezzogiorno». Nella stessa seduta consiliare si è altresì costituito un “Nucleo di lavoro a supporto” per tutte le attività che lo stesso Osservatorio dovrà svolgere. Tale decisione è scaturita dalla opportunità di valorizzare e non disperdere energie culturali locali, che da tempo si occupano di tematiche specificatamente connesse agli argomenti in oggetto e per la volontà di realizzare un sistema di collegamento-cerniera tra l’Organismo Scientifico, la Regione Basilicata e gli Enti Pubblici e privati interessati alle stesse tematiche. «Augurando a tutti un proficuo lavoro – conclude Vozzi – si auspica che si possa cogliere questa importante occasione come volano per uno sviluppo sociale e culturale delle nostre comunità».
Lucio Vitale