Ribalta nazionale per “Mons Clarus”. L’azienda del giovane Pasquale Caputo ospite della trasmissione Geo & Geo

CHIAROMONTE – Lavorare la terra è il mestiere più antico e faticoso del mondo. Oggi in pochi dedicherebbero la propria vita al servizio dell’agricoltura, consapevoli del duro lavoro e dei sacrifici che bisogna fare. In Basilicata poi, nei nostri piccoli centri, dove non c’è lavoro, dove lo spopolamento tocca livelli mai raggiunti, e non ci sono aiuti concreti da parte delle istituzioni per questo ramo sempre più abbandonato sembrerebbe quasi una sfida assurda. Per fortuna ancora oggi esistono persone legate al proprio territorio che portano avanti progetti coraggiosi, arginando queste problematiche, spinti da una sana dote di passione per la campagna e l’attaccamento al proprio territorio. Ne sa qualcosa Pasquale Caputo, un giovane trentenne laureando in giurisprudenza, che una decina d’anni fa, senza alcun aiuto, fonda la sua azienda e clona il suo marchio “Mons Clarus”. Già il marchio racchiude in sé il fascino storico del proprio territorio “Monte Chiaro”, da qui il gioco di parole che riconduce al proprio paese, sede della sua azienda: “Chiaromonte”.

 

Questo antico comune, (794 sul livello del mare) che domina la valle del Sinni, si trova nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, e si affaccia sia sul fiume Sinni che sul Serrapotamo. Qui, si trova l’azienda di Pasquale, una splendida località collinare ai piedi del paese, continuamente esposta al sole dove vengono coltivati i peperoni di Senise, che una volta essiccati, tramite un delicato lavoro manuale, vengono intrecciati a forma di collana, “serta” nel dialetto locale, oppure si può macinare (u zafaran psat) diventando un ottimo condimento in qualsiasi tipo di cibo. Ottimo è il connubio che Pasquale, usa nei suoi “raskatiell” (pasta di casa che facevano le nostre nonne), introducendo nella farina anche il peperone macinato, che dona alla pasta un bel colore rosso e un sapore straordinario. Ma l’azienda fornisce anche altri alimenti come le salsine da mettere su crostini o sui bolliti e tanto altri prodotti, tutti rigorosamente con la polvere dei peperoni macinati. Altro tipo di pasta in commercio e molto ricercata è quella di farro. Il farro è stato un prodotto molto importante in alcune parti d’Europa, dall’Età del bronzo all’epoca medievale. Le prime fonti storiche circa l’esistenza del farro si hanno in Palestina oltre 7000 anni fa. Appartiene alla famiglia dei Poaceae, del genere Triticum. Gli antichi romani lo conoscevano come farrum. Prodotto popolare in Europa per secoli, la coltivazione di farro è andata riducendosi nel corso dei secoli, preferendo la farina di grano tenero o di grano duro. Oggi è utilizzato in un’ampia varietà di cereali, pasta, cracker, prodotti da forno, e birre. Già proprio la birra al farro è una delle ultime produzioni che il giovane produttore chiaromontese metterà in commercio e già circola la voce che sia un prodotto eccellente. Tra i prossimi obbiettivi di Pasquale c’è quello di espandere il proprio prodotto anche oltre i confini regionali, puntando anche a un mercato estero. Il prodotto merita. Intanto, proprio per promuovere i suoi prodotti e la sua azienda, Pasquale è stato ospite a fine marzo alla nota trasmissione Geo & Geo in onda su Rai 3 condotto da Sveva Sagranola nella fascia dedicata principalmente all’agricoltura e sull’alimentazione. Un bell’esempio di come vivere il proprio territorio nonostante gli enormi sacrifici, accompagnando alla porta una brutta usanza che è l’emigrazione che da 100 anni e più, affligge l’intero Sud Italia.

Lucio Vitale

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