La campagna elettorale del sindaco di Senise, ricandidato alla stessa carica con una lista che ripropone quattro dei consiglieri uscenti che lo hanno sostenuto nella scorsa legislatura, passa essenzialmente attraverso atti amministrativi e istituzionali che si stanno consumando in questi giorni e che danno il segno della dura lotta che si sta giocando all’interno e all’esterno del Partito Democratico. La sorpresa che Margherita Ferrara, candidata alla carica di sindaco nella lista targata PD, ha trovato nell’uovo di Pasqua, è stata la revoca della delega a vicesindaco, carica che ha mantenuto per l’intera legislatura proprio affianco all’attuale sindaco
Giuseppe Castronuovo. Il primo cittadino di Senise, evidentemente con molto poco fair play, ha firmato la delibera di revoca dell’incarico, consumando così ulteriormente una rottura che nei giorni scorsi ha coinvolto anche le segreterie regionale e provinciale del partito. Da parte sua, invece, ad accogliere la decisione del sindaco con maggiore fair play è la diretta interessata, che giudica la revoca della delega come “atto dovuto, anche se del tutto inutile”. La Ferrara, con riferimento all’attività amministrativa, afferma che “da quando ho dato la disponibilità a candidarmi a sindaco di Senise, nella sezione del PD, non ho mai partecipato alle giunte, per una questione di correttezza e di coerenza. Il ritiro della delega da vicesindaco è sicuramente un atto legato al venir meno del rapporto fiduciario che lega il sindaco al suo vice, incrinatosi per via della scelta di candidarmi a capo di una lista contrapposta a quella di Castronuovo. Ai fini amministrativi, però, non ha nessun senso”. Solo un piccola vendetta del sindaco, insomma, che rientra nel duello che Castronuovo ha ingaggiato a partire dallo scorso 4 marzo, quando ha portato in piazza la questione dell’Area Programma, lanciando il suo j’accuse contro il partito e contro i vertici della Regione. “Quanto alla mia candidatura –conclude Ferrara- desidero sottolineare che è venuta dal Partito Democratico, come dimostra il simbolo di partito che è inserito nel logo della mia lista”.
Francesco Addolorato