L’ abbandono delle campagne e dei litorali costieri realizzato il secolo scorso, ha permesso di compiere un grave danno ambientale ai danni di un’ intera nazione. L’Italia, da sempre, detentrice di una profonda e sana cultura contadina, è divenuta, all’improvviso, nel giro di qualche decennio, senza averne una vera cognizione e preparazione, una nazione di fabbriche con una moltitudine di operai strappati al loro vero lavoro che era quello della campagna e del mare. Col passare degli anni diverse generazioni di cittadini sono stati indirizzati verso lavori nuovi, inseriti nel circuito delle catene di montaggio, dei turni diurni e notturni, dimenticando completamente come si evolve il ciclo delle stagioni,
i tempi della semina e del raccolto, osservare l’alta e la bassa marea per uscire con i pescherecci in attesa del passaggio di banchi di tonni o di alici. Queste bellissime realtà sono state cancellate unitamente ad una vita semplice, genuina, ricca di tradizioni, di tante soddisfazioni, di armonia, di disponibilità reciproca tra persone che facevano lo stesso lavoro e che collaboravano al mantenimento delle proprie famiglie e dell’economia nazionale. Oggi a tutto ciò si aggiunge la non conoscenza degli animali domestici da parte dei bambini che , per saperne di più, devono sperare di visitare una fattoria appositamente preparata per uscite scolastiche o visitare uno zoo o un acquario in fortunate occasioni. Ecco quindi che si può dedurre che gli uomini di domani, continuando in questo modo, avranno sempre meno una cultura ambientalista ed animalista finalizzata alla tutela del territorio in modo vero, nel rispetto delle necessità dell’uomo e della vita, della flora e della fauna marina e terrestre. In un semifinale disastroso che vede anche la cattiva tenuta delle navi che solcano le acque dei nostri mari , necessita un approccio non demagogico ed estremizzato alla cultura dell’ambiente che riconosce un rapporto razionale tra specie umana e specie animale promuovendo , nel contempo, un controllo su quanto l’uomo continua a fare e quindi controllare la speculazione edilizia, la frammentazione del territorio , l’inquinamento chimico , l’agricoltura intensiva con l’utilizzo dei prodotti chimici, il cinismo degli armatori . Non a caso, in questi ultimi anni, i governi mondiali hanno riconosciuto vitale e fondamentale il principio della biodiversità , che riconosce come la salvaguardia del territorio è alla base della conservazione delle specie animali e vegetali . Necessita modificare questa pseudo cultura ambientalista ed animalista che si è andata , erroneamente , acquisendo in questi anni e che si fonda solo sul protezionismo che promuove una distorta visione etica .Per proteggere le specie animali e vegetali è fondamentale la difesa del territorio:in questo semplice concetto si trova la sostanza e la differenza tra cultura ambientalista e cultura protezionista. La prima la ritroviamo nel principio anzi esposto; la seconda semplicemente in una visione animalista. Basilare quindi per la salvaguardia del territorio applicare principi di gestione faunistica e decidere qualunque iniziativa con un approccio scientifico e non mediatico. Il nostro ecosistema ha bisogno di urgenti e reali politiche reali dell’ambiente ma questo si può realizzare solo attraverso un sano e proficuo dialogo di tutte le parti interessate , ovvero agricoltori, mondo venatorio ed ambientalisti privi di retro pensieri e mossi solo da un grande amore per la natura. Ad oggi sono molte le specie di animali in declino su terra e in mare. Tra i grandi predatori vi è il lupo,la lince ,l’aquila reale,il gufo reale ma anche la cicogna bianca, la balenottera, il delfino, la foca monaca, l’orca, succubi di inquinamento, mancanza di ossigeno atmosferico, innalzamento delle temperature. Fare Ambiente ritiene che tali animali sono il vero termometro biologico del territorio e attestano che la rarefazione di tutte le specie viventi è dovuta alla sempre più crescente rarefazione dell’ambiente. Fare Ambiente ritiene che sia giunto il momento di lasciar perdere ogni individualismo ed ogni demagogia per realizzare piani di recupero territoriale sia su terra che in mare e programmi a sostegno di tutte le specie faunistiche. Non parole ma azioni concrete e tempestive. Il pianeta non può aspettare accordi o manovre convenienti all’una o all’altra parte: l’ambiente è di tutti e tutti dobbiamo prodigarci ricordando sempre la massima espressa da Victor Hugo che già molto tempo fa affermava che:”Alla zampa di ogni uccello che vola è legato il filo dell’infinito”. Fare Ambiente ritiene che solo salvando la natura , salveremo l’uomo, ed è per questo motivo che Fare Ambiente Basilicata sarà presente, dal 20 al 22 Aprile, alla manifestazione ” Caccia – Pesca – Territorio ” che avrà luogo a Tito( Pz ) presso l’ Ente Fiera di Basilicata.